«No alle scuole etniche che frantumano la società»

Tettamanzi rivendica il ruolo pubblico degli istituti cattolici

(...) Il cardinale Tettamanzi dice no alla proliferazione delle scuole religiose e etniche: «I diritti degli individui e delle loro identità particolari devono infatti essere salvaguardati sempre nell’ottica della società che, per essere la casa comune di tutti, non può essere divisa in mondi tra loro non comunicanti e non cooperanti». Durante il suo intervento nell’aula magna, l’arcivescovo di Milano rivendica il ruolo pubblico della scuola cattolica, che poi è quel che la differenzia da molti altri istituti privati e confessionali: «È inadeguato limitare la definizione di ciò che è pubblico a ciò che è statale. Pertanto, in linea con la legislazione vigente e sulla base di requisiti concordati e verificati, riteniamo che si debba dare un maggiore riconoscimento alla dimensione pubblica delle scuole cattoliche che svolgono un reale servizio nella società».
A tradurre i concetti in politica è stato l’intervento del presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha chiesto allo Stato di fare la sua parte nel sostegno economico alle scuole cattoliche. «È inaccettabile che le famiglie che mandano i figli alla scuola libera debbano pagare due volte le tasse - la tesi esposta dal governatore al convegno -. È ora che lo Stato si dia una sveglia. Le famiglie che mandano i figli alle scuole private devono pretendere di non pagare le tasse per quella quota». Il presidente della Lombardia ha rivendicato l’azione concreta della Regione a favore delle scuole private, attraverso l’introduzione dei buoni scuola messi a disposizione delle famiglie, così che anche le meno agiate possano scegliere più liberamente tra scuole pubbliche e paritarie. «Abbiamo investito sul buono scuola circa 50 milioni di euro all’anno, risorse considerevoli che vediamo come autentica leva per promuovere la libertà delle famiglie e l'autonomia delle scuole». Un progetto che la Regione intende portare avanti e completare con una nuova legge che conceda alle famiglie «una dote finanziaria che potranno spendere come vogliono».
Le scuole cattoliche sono una realtà particolarmente importante in Lombardia. In Lombardia le scuole cattoliche rappresentano il 67% delle scuole paritarie e fanno registrare 20 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. La provincia con l’incidenza più alta delle cattoliche sul privato è quella di Lecco (90%). Sopra l’80% ci sono le province di Como, Bergamo e Sondrio; sopra il 60% c'è Mantova, Lodi, Cremona, Brescia e Milano. Penultimo posto per la provincia di Varese, dove le scuole cattoliche sono il 50,53% mentre a Pavia la percentuale è del 20,51%.