No alle superbanche, Pop Sondrio resta da sola

Parola a Melazzini sul futuro del gruppo che punta tutto sull’indipendenza

nostro inviato a Bormio

L’indipendenza può valere oro, soprattutto adesso che alcuni grandi istituti internazionali sono sferzati dalle conseguenze dei mutui subprime. Questa mattina il presidente Piero Melazzini indirizzerà i soci riuniti in assemblea nel futuro della Banca Popolare di Sondrio che ha fatto della gelosa difesa dell’autonomia e della filosofia cooperativa i propri pilastri. I pretendenti, almeno potenziali, in questi anni non sono mancati, ma nel quartier generale di Sondrio la convinzione è che la ricetta migliore sia quella attuale. Composta di ingredienti semplici - come il radicamento nel territorio e la qualità della gestione - eppure determinanti. Almeno a scorrere il bilancio 2007, quando Popolare Sondrio ha spinto i profitti a 147,3 milioni, più in alto del 20,55% rispetto al 2006.
L’appuntamento odierno è fissato al centro polifunzionale Pentagono di Bormio, dove Melazzini farà da padrone di casa agli oltre 3mila soci che accorreranno per l’assemblea ordinaria anche grazie alla quarantina di torpedoni messi a disposizione dall’istituto. Il benvenuto è un dividendo da 22 centesimi, il 33,91% in più di quello incassato l’anno scorso a cui si aggiunge il tradizionale cadeau: questa volta, un volume sul pregio naturalistico e la storia dello Stelvio.
Dal punto di vista industriale Melazzini dovrebbe dare continuità a uno sviluppo territoriale basato sui piccoli passi; diverso dalle logiche di investimento dei fondi, ma anche al riparo da quei prodotti derivati tanto complessi da essersi trasformati in ordigni esplosivi per alcune concorrenti. Popolare Sondrio conta 266 filiali, concentrate tra Lombardia, Piemonte, Trentino e Roma ma è in cammino per penetrare in Emilia Romagna e in Liguria. A cui si aggiunge l’idea, accarezzata da tempo, di varcare il confine austriaco, così da tracciare, insieme alle 19 filiali della controllata Pop. Sondrio Suisse, un ideale cerchio attorno alle Alpi. A fine dicembre il lavoro della rete si era tradotto in oltre 37 miliardi di raccolta (più 8,7%). Il tutto con un imperativo di stabililtà che il direttore generale Mario Alberto Pedranzini ha tradotto in sofferenze nette pari allo 0,68% dei crediti alla clientela e, complice l’ultimo aumento di capitale, in un patrimonio da 1,4 miliardi.
Numeri che per gli oltre 155mila soci di Popolare Sondrio si sono trasformati, anche grazie alla scelta di mantenere la quotazione su Expandi, in una protezione contro la tempesta che sta sconvolgendo le Borse mondiali: da inizio 2007 l’indice S&P/Mib, il paniere dei pesi massimi di Piazza Affari, ha ceduto il 23%, la Sondrio ha limitato i danni al 17%.
Il sogno di ogni risparmiatore sarebbe vedere il proprio investimento crescere senza sosta ma, soprattutto in una cooperativa, i conti si chiudono sul lungo periodo.