Il no di Ancelotti e Capello: «Grazie Real, restiamo qui»

BERLUSCONI:
CHE EMOZIONE
«Serata emozionante, di nostalgia. In 20 anni ci sarebbero molti slogan: il più attuale è “più forti dell’invidia, dell’ingiustizia e della sfortuna”. Ora mi auguro il derby con l’Inter nella finale di Champions. Il Milan ha un allenatore: nome Carlo, cognome Ancelotti e rimane con noi. Quanto a Ronaldinho, è un sogno, ma anche Kakà è un sogno per il Barcellona. Vorrei usare i miei poteri di presidente del Consiglio per non fare uscire Ronaldinho dall’Italia». Parole del premier Silvio Berlusconi, arrivato con la figlia Barbara dopo 20’ dall’inizio della partita tra Milan e Barcellona (3-2 finale per i rossoneri, punizione di Albertini, tuffo di testa di Van Basten, autogol Nadal, gol Ezquerro, rigore Eto’o). Così, fra nostalgìe, pancette e tempie imbiancate, il grande Milan ha celebrato la fine della carriera di Demetrio Albertini (piangente nella foto) con una serata speciale contro il Barcellona anni ’90 guidato da Cruyff. Dopo la partita per beneficenza, tutti i protagonisti a cena da Silvio Berlusconi per festeggiare i 20 anni di presidenza.