No B day, la piazza divide Bersani e Di Pietro

Il 5 dicembre è in programma una manifestazione contro il premier. Di Pietro vuole che partecipi anche il Pd. Bersani: "Il più antiberlusconiano sarà quello che riesce a mandarlo a casa, non
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Roma - Si fa sempre più aspro lo scontro tra Di Pietro e il Partito democratico. Il motivo è sempre lo stesso: l'ex pm rimprovera a Bersani & C. un'eccessiva "mordibezza" nei confronti di Berlusconi. Per Di Pietro l'opposizione deve usare la clava, punto e basta. Lo diceva prima, quando ancora c'era Veltroni, e continua a dirlo oggi. La nuova disputa è nata sul "No B day", la manifestazione di piazza contro il premier nata su Facebook e subito rilanciata dal Fatto di Padellaro e Travaglio e, in un battibaleno, anche da Di Pietro.

Di Pietro al Pd: non fate i primi della classe "Il 5 dicembre dobbiamo scendere tutti in piazza contro un governo che fa le leggi solo per sè e per la sua lobby piduista". Il leader dell’Idv lo ha detto nel corso della manifestazione a Roma in favore della Eutelia. "Non capisco - ha proseguito, riferendosi al Pd - chi dice che non scenderà in piazza perché questa manifestazione non l’ha organizzata lui. A loro dico: toglietevi quel cappello da primi della classe e venite in piazza come tutti noi".

Bersani: non accettiamo lezioni "Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di antiberlusconismo, non le prendiamo da nessuno". E' arrivata a stretto giro di posta la risposta di Bersani. "Il più antiberlusconiano - ha aggiunto il segretario del Pd - sarà quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più. Lezioni di quel genere - ha ribadito - a noi non ne fanno. Dopodiché, se si ragiona, se le parole d’ordine sono accettabili, certamente non c’è una proibizione ad andarci ai militanti del Pd. Quando le parole d’ordine saranno accettabili - ha concluso - le vedremo". 

"Il Pd farà uan sua iniziativa"
"Il Pd non sta in mezzo, fa la sua strada e ha la sua idea", che si concretizzerà in "un’iniziativa che annunceremo la settimana prossima". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, risponde sia ad Antonio Di Pietro che a Pier Ferdinando Casini a proposito della manifestazione in piazza sponsorizzata dal primo e della proposta Udc in materia di giustizia. "Il Pd non sta in mezzo - ha ribadito Bersani al termine della riunione del gruppo alla Camera che eleggerà il nuovo presidente - ha una sua idea di come fare opposizione a Berlusconi, vogliamo accorciare la distanza con le altre opposizioni ma questo non si fa tirandosi per la giacca ma discutendo. La settimana prossima annunceremo la nostra iniziativa - ha aggiunto - e quando si tratta di quelle degli altri vogliamo prima capire quali sono le parole d’ordine".

Il segretario del Pd in difficoltà "Non si può sempre parlare solo ed esclusivamente del premier". Di questo ormai è convinto anche Bersani, che però respinge al mittente l'accusa di Di Pietro: niente sconti al Cavaliere. Il Pd ribadisce che la legge sul processo breve non va bene, e chiede al governo di "ritirarla" per poter avviare un confronto sulla giustizia. Antiberlusconismo in soffitta? Non proprio, ma si vuole dare un segnale di un cambiamento. A dicembre il Pd promuoverà una iniziativa contro Berlusconi con questo slogan: "Siamo sempre sui problemi suoi, e mai sui nostri", cioè dei cittadini. A molti suona come un'iniziativa in concorrenza con il "no B day".

"Occupiamoci dei problemi di tutti, non di uno solo" "In questo momento la crisi è dappertutto e migliaia di posti di lavoro sono a rischio, mentre noi parliamo d’altro", ha detto Bersani. "Questa situazione crea un muro di gomma tra le condizioni reali della gente e la politica, un muro che può essere anche pericoloso. E quindi - ha concluso il segretario del Pd - noi premiamo perché si metta l’accento su questo tipo di problemi e non su quelli che interessano una persona sola". Qualcuno minimizzerà dicendo che è solo una differenza tattica quella che divide Pd e Idv. In realtà, trattandosi di due alleati che intendono dare vita all'alternativa di governo, si tratta di una differenza enorme.

Bondi: "Bersani dica una parola chiara" "Bersani dica una parola chiara nei confronti dell’appello lanciato da Di Pietro per giustificare una manifestazione contro il presidente del Consiglio. Abbia soprattutto il coraggio di condannare le parole contenute in un proclama delirante che inocula nella vita politica italiana i germi della violenza e dell’odio". Lo chiede il ministro per i Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi.

Capezzone: serve rottura netta "Finché il Pd non avrà il coraggio necessario per una netta rottura con l’Italia dei Valori - dice Daniele capezzone, portavoce del Pdl - sarà sempre sotto schiaffo, come testimonia la surreale vicenda della manifestazione anti-Berlusconi del 5 dicembre prossimo". "Rimanendo in piedi quest’alleanza che inchioda la sinistra a posizioni giustizialiste, Bersani farà bene a ricordare il sempre attuale monito di Nenni: C’è sempre un puro più puro che ti epura".