No al campo Sinti: Cacciari ferma i lavori

Terza giornata di presidio per cittadini e militanti della Lega Nord in rivolta contro il campo Sinti a Favaro Veneto, vicino Mestre. Protesta ad oltranza nonostante la momentanea sospensione dei lavori ordinata da Massimo Cacciari nel tentativo di stemperare il clima, anche se i lavori «riprenderanno a breve», come ha annunciato il sindaco. Oggi, intanto, nella sede della prefettura di Venezia è atteso l’arrivo del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che farà il punto della situazione. Il Comune di Venezia ha stanziato già 2,8 milioni di euro per la realizzazione dell’insediamento, ma il Carroccio e il comitato di residenti rivendicano l’uso delle risorse a favore dei cittadini veneziani. Il secondo appuntamento è previsto alle 18 nella piazza principale di Favaro Veneto, da cui partirà un corteo di opposizione alla costruzione del campo per i nomadi Sinti della zona.
In relazione agli incidenti di mercoledì, sono stati denunciati i trenta attivisti dei «Disobbedienti» veneziani che avevano fatto irruzione nella sede leghista di Mestre. I giovani dovranno rispondere, in concorso, di violenza privata aggravata, rapina, lesioni personali, invasione di terreni ed edifici, e danneggiamento. Reati peraltro aggravati dalla finalità «dell’eversione dell’ordine democratico, consistente nell’uso della violenza e della minaccia», riferisce la questura di Venezia.
Cacciari riconosce però la matrice politica nella protesta del comitato cittadino contro il campo Sinti. «Devo constatare - sottolinea - che i miei timori intorno a una possibile e definitiva strumentalizzazione partitica della protesta contro la realizzazione del nuovo Villaggio Sinti in via Vallenari si sono puntualmente verificati, e nella forma più grave», dice riferendosi alla presenza, tra i contrari al nuovo campo, di alcuni esponenti del Popolo della Libertà (An vuole raccogliere 10mila firme per istituire un referendum tra i veneziani). «La realizzazione del progetto - insiste Cacciari - rimane fuori discussione. Si tratta semmai di fornire ai cittadini le più ampie garanzie sulla sua sicurezza e sugli aspetti riguardanti il contesto urbanistico e territoriale».