Un no compatto del Polo alla Quercia: sarebbe una resa

Santelli: «Spero sia una provocazione». Volontè: «La sinistra resta su posizioni anacronistiche»

da Roma

«Mi auguro che quella della Turco sia solo una provocazione». È il commento del sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, di fronte alla proposta di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. «Sarebbe assurdo che lo Stato si arrendesse al punto da divenire esso stesso dispensatore di droghe pesanti - dice la Santelli -. Anziché combattere lo spaccio e le attività illecite legate al fenomeno della droga e dare sostegno al recupero del cittadino tossicodipendente, lo Stato in questo modo deciderebbe di alzare bandiera bianca». Contrario anche Riccardo Pedrizzi di Alleanza nazionale. «La Turco e compagni - denuncia - pensano che ci siano drogati irrecuperabili che vadano mantenuti vita natural durante nel loro stato di disagio e di emarginazione, condannati per sempre a essere zombie».
Per il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volontè, è necessario approvare subito il ddl Fini mentre «la sinistra, purtroppo, continua a lanciare i suoi strali ideologici in nome di un antiproibizionismo vetusto e anacronistico, incapace di affrontare il problema».
Per quanto riguarda l’eventuale modifica alla ex Cirielli per gli aspetti sulle tossicodipendenze «ci si può riflettere» secondo il responsabile Giustizia di Forza Italia, Giuseppe Gargani, che dunque non chiude la porta alla proposta avanzata dal vicepremier.
Assolutamente contrario all’equiparazione tra droghe leggere e pesanti il segretario radicale Daniele Capezzone. «La scelta di Fini mi appare sciagurata: e i primi a fermarlo saranno i genitori - dice -. Un papà e una mamma possono certo essere dispiaciuti se il loro figlio si fa una canna: ma l’idea che per solo 7-8 spinelli scatti la perquisizione all’alba, l’arresto, il processo e poi la condanna da 1 a 6 anni di carcere è terrorizzante, oltre che assurda». Per il fondatore del Gruppo Abele, don Luigi Ciotti, che per protesta ha disertato la conferenza governativa di Palermo, nella lotta alla droga le politiche repressive non danno frutti. A preoccupare il sacerdote, i «principi assolutizzanti, stralciati dalla storia delle persone. Non vorremmo che in nome dei principi si allargassero le sofferenze e le discriminazioni, non vorremmo che diventassero alibi». Il verde Paolo Cento definisce il ddl Fini «un’altra legge vergognosa, tesa a criminalizzare migliaia di consumatori occasionali della cannabis e dei suoi derivati».