No alla concorrenza sleale dei dipendenti pubblici ai progettisti professionisti

di Bruno Gabbiani*

L'Italia ha conservato sia un corporativismo arcaico, sia una mentalità vetero socialista, che assommati bloccano l'intera società. I poteri forti dei sindacati, degli imprenditori e del lavoro dipendente non fanno però autocritica e si accaniscono contro due bersagli facili. La politica, che se ha raggiunto forse il punto di più basso gradimento di sempre, è anche il fattore del quale in realtà più si soffre l'assenza; e contro i professionisti, che al solito divisi, non riescono a difendere attività che prima di tutto sono nevralgiche per l'esercizio dei diritti costituzionali dei cittadini: salute, libertà personale, patrimonio, territorio. Tutti sanno che i veri problemi strutturali sono l'abnorme apparato della Pubblica amministrazione e l'evasione fiscale. Occorre subito ridurre le competenze della Pubblica amministrazione, smantellare uffici e riconvertirne gli addetti con ammortizzatori sociali che, seppur costosi, saranno compensati dagli effetti positivi sulla produzione. Ma cosa c'entra con tutto questo la qualità dell'architettura? C'entra, poiché la legge deve impedire che i dipendenti pubblici, anziché svolgere il proprio ruolo, facciano concorrenza sleale ai progettisti professionisti.
Anche da qui inizia il rilancio dell'architettura italiana in Italia e all'estero e con esso l'impiego dei giovani talenti e il miglioramento della qualità delle opere pubbliche e delle trasformazioni del territorio. Con conseguenti benefici per la bilancia dei pagamenti e per le esportazioni dei componenti delle costruzioni. Non è certo il momento di perdersi di coraggio. Del resto, nelle emergenze gli italiani hanno sempre reagito ed espresso le energie migliori e sapranno farlo anche in questa occasione, se non saranno troppo ostacolati. Il nostro piccolo Paese, inspiegabilmente ai vertici mondiali in diversi settori, ha risorse nel proprio patrimonio di storia, cultura, arte, architettura, design, idea di città e paesaggio, che lo mantengono ancora, potenzialmente, una nazione guida.
*Presidente di Ala-Assoarchitetti