«No al condominio rom di Penati» Slogan, cartelli e rabbia in strada

Cdl in Provincia: «No agli affitti coi soldi pubblici». La maggioranza esce dall’aula

Gianandrea Zagato

Un’equazione di troppo e il consiglio provinciale è sospeso. «Penati uguale rom, cittadini uguale bamba» recita lo striscione esposto da Forza Italia. La maggioranza esce dall’aula di Palazzo Isimbardi e il presidente Vincenzo Ortolina minaccia di far intervenire la forza pubblica. Venti minuti con il pubblico che applaude la scelta degli azzurri.
Anche la Lega e An sostengono la protesta: uniti per dire «no» alla scelta della Provincia di pagare 32mila euro d’affitto per dare un tetto in via Varanini ai rom sgomberati da via Capo Rizzuto. È l’antipasto della serata in via Vivaio, dove i consiglieri della Casa delle libertà difendono i vicini di casa dei nomadi: «Quei milanesi che Penati pensa di serie B. Cittadini costretti a sopportare disagio e degrado e uno spreco di 32mila euro voluto da chi non sa governare l’emergenza» dice Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia.
E dall’aula la protesta si trasferisce in strada, in via Varanini: trecento persone con slogan, striscioni e tanta rabbia. «Non ne possiamo più, la situazione è insostenibile: qui, a cento metri c’è un asilo nido», «nella zona sono aumentati gli scippi e i furti ma questo non interessa il presidente "rosso", Penati si sente con la coscienza a posto», «ogni giorno devo ripulire il marciapiede del lordume notturno»: leitmotiv firmati da chi non accetta più di subire «una scelta che non risolve il problema rom ma accentua il malessere di un quartiere» chiosa Paola Frassinetti, capogruppo di An. Che ricorda via Adda. «Anche là erano partiti in quattro gatti e poi, mese dopo mese, quello stabile era diventato un fortino dell’illegalità che teneva in ostaggio un intero quartiere».
Timori condivisi dai residenti che si sentono milanesi di serie B, «Se Penati avesse coraggio verrebbe qui, in mezzo a noi: certo si beccherebbe la razione di uova e di ortaggi e, forse, capirebbe il nostro disagio». Condizione di una «scelta scellerata»: «Non si può sbattere i rom in questa zona. Dov’è l’impegno dei comuni dell’hinterland promesso da Penati? Forse ha scoperto il razzismo dei sindaci del centrosinistra» annota Luca Lepore, capogruppo del consiglio di zona 2.
Nota che l’azzurra Barbara Calzavara sottoscrive e fa seguire da quello che è stato l’impegno di Palazzo Marino: «Venti e passa milioni di euro per risanare i campi nomadi attrezzati di Milano che non può ospitarne uno in più. È Penati che fa uno sgarbo istituzionale al Comune che li sfratta da una favela: il presidente della Provincia gli dà un tetto nel cuore della città». Fotografia, quest’ultima, che non piace nelle ovattate sale di Palazzo Isimbardi: lì è meglio non protestare e togliere anche uno striscione se critica il presidente.
E Forza Italia, «con senso di responsabilità» dice Attilio Gavazzi, lo leva dai suoi banchi, «tanto stasera lo riporto io tra i cittadini» aggiunge Giovanni De Nicola di An. E alle diciotto quel pezzo di stoppa lungo un metro apre il corteo di via Varanini, «Penati uguale rom, cittadini uguale bamba».