«No a via Craxi e sì a Berlinguer? Siamo a Milano non a Sassari»

Ex dirigenti e militanti socialisti. E tra di loro molti politici ancora in pista nell’incontro di ieri al teatro Elfo Puccini per ricordare Bettino Craxi a 12 anni dalla scomparsa nell’esilio di Hamamet. Ieri a Milano c’erano gli ex sindaci Carlo Tognoli che rivendica il carattere sociale di una politica che aveva attenzioni per i più bisognosi e Paolo Pillitteri che non si sente di promuovere le riforme del governo Monti, ma è certo che questa sia «l’ultima possibilità per salvare l’Italia». A coordinare i lavori Roberto Biscardini, segretario milanese del Psi, secondo cui i temi cari al socialismo «stanno tornando di attualità» proprio a causa della crisi economica. Di Craxi «ricordiamo la concretezza, il pragmatismo, la capacità di governare lontana dalle incrostazioni di politiche liberiste di destra o sindacali di sinistra». Un’iniziativa organizzata dalle riviste e dai blog socialisti, Critica sociale, Mondoperaio, Il Socialista a cui hanno partecipato l’ex vicepresidente della Regione Ugo Finetti, l’ex ministro e leader socialista Rino Formica, il senatore Gennaro Acquaviva, l’assessore Alessandro Colucci, lo storico Marco Gervasoni e il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini. Conclusioni affidate a Bobo Craxi che rimprovera il Comune per la strada da dedicare a Enrico Berlinguer. Politico di spessore, dice, ma incomprensibile che lo stesso non si voglia fare con Craxi, primo premier nato a Milano. «Vorrà dire - ironizza - che lo chiederemo a Sassari». E ricorda il padre. «Fu il miglior leader della sinistra europea degli ultimi trent’anni». Non solo. «Il “caso Craxi” resta come il paradosso clamoroso di un vincitore-sconfitto: ebbe nettamente ragione sull`evoluzione negativa del sistema comunista, ebbe intuito nel voler affrontare con decisione il rinnovamento delle istituzioni italiane ed ebbe ragione sull`esito negativo della seconda Repubblica qualora si fosse fondata non sulla verità, ma sulla menzogna».