Il no di Donna Franca all’ipotesi Ciampi-bis: «Voglio tornare a casa»

da Roma

Lui si commuove, ma non si sbilancia: «Sono davvero emozionato. È il settimo anno che ho il piacere di incontrarvi». Proprio l’ultimo? Chissà. Lei appare più risoluta: «Voglio tornare a casa - dice Franca Ciampi - per fare un vita normale». Gli altri invece sono tutti per il bis: attori, registi, il ministro Buttiglione che confessa l’esistenza di «una speranza» e anche gran parte del mondo politico. E così prima di fermarsi il balletto sul «resta-non resta» dovrà fare ancora parecchie giravolte.
Verdone, Moretti, Placido, Bentivoglio, Margherita Buy... C’è tutto il cinema italiano schierato nel salone dei corazzieri, c’è, seduto in prima fila, il plotone dei candidati al David di Donatello. Ma stavolta la star è un’altra, è un presidente di 85 anni arrivato, forse, agli ultimi giorni del suo mandato. Quando entra, lo accoglie un boato, una vera standing ovation come quelle della notte degli Oscar. Quando applausi e flash si fermano, prende la parola Rocco Buttiglione che gli lancia un amo: «Questa è l’ultima cerimonia dei David che celebriamo al Quirinale con il presidente Ciampi, anche se qualcuno di noi ha la piccola speranza che non sia davvero l’ultima. Ma questo non è il momento di fare politica e io mi asterrò dal farla». Il capo dello Stato però non raccoglie. «È il settimo anno che ho il piacere di accogliervi», comincia a dire, poi si ferma visibilmente commosso. Una lacrima, una piccola pausa, prima di riprendere con la voce rotta: «Non vi nascondo che mi è presa una particolare emozione nell’incontrarvi e nell’essere accolto da quel caldo e affettuoso applauso. L’ho sentito come un segno di amicizia nei miei confronti». E tanti elogi al cinema, «finestra su un mondo che sta cambiando».
Dopo i discorsi, tutti nella Sala degli specchi per una bicchierata. Il presidente non aggiunge nulla. Sua moglie invece sembra più loquace. Che succederà dopo il 18 maggio? «Voglio che vada in porto il progetto di tornare finalmente a casa - risponde -, di tornare alla bella abitudine di andare al cinema, al teatro, ai concerti. Sono diventata un’incolta». E qual è, chiedono ancora alla signora Franca, il film che le sta più a cuore? Lei sbuffa e se ne esce con una risposta che tradisce una certa saturazione al ruolo di first lady: «Che volete che vi dica? Non lo so, non lo so più, non riusciamo più a vedere niente».
Ma il 18 maggio è lontano e l’agenda del capo dello Stato ancora fitta. Nel pomeriggio è al Vittoriano per inaugurare una mostra sulla Costituzione. «La nostra Carta - sostiene - è il punto di arrivo di una storia millenaria che vede finalmente nei cittadini d’Italia i veri protagonisti della nazione».