«No al gioco delle tre carte» Il Pdl sceglie l’ostruzionismo

Non ci sta il Pdl a farsi prendere in giro. E oggi tornerà alla carica più che mai. Il «tesoretto» di 10 milioni di euro che la giunta ha estratto dal cilindro per ridurre di un terzo l’impatto sui tagli, fa saltare l’accordo sul bilancio tra maggioranza e opposizione. Il patto, messo nero su bianco, prevedeva che a fronte di una riduzione della pressione fiscale su Imu e Tarsu da 30 milioni di euro, l’amministrazione avrebbe tagliato la spesa di pari importo. L’opposizione si sarebbe impegnata a non presentare emendamenti sulla delibera che oggi approderà in aula, e ad approvare il documento entro sabato, ultimo giorno utile per accedere al bonus governativo per i comuni virtuosi. Così ieri, come previsto, la delibera è tornata in giunta per le correzioni dovute, ovvero i tagli ai capitoli di spesa, con il trucchetto: gli extradividendi di Atm e MM usati come asso dalla manica per non chiedere troppi sacrifici agli assessori. Una mossa che se ha salvato in parte i portafoglio del Comune, farà quasi sicuramente sfumare la possibilità per Palazzo Marino di prendere il premio da 30 milioni di euro.
Il Pdl, che con Milano al Centro aveva stretto l’intesa con la maggioranza, ha dichiarato battaglia e da questo pomeriggio darà il via all’ostruzionismo più duro. «Il sindaco e la giunta hanno fatto saltare l’accordo faticosamente raggiunto dal consiglio comunale - attacca il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli - che prevedeva 30 milioni di tagli di spesa, così è stato detto e scritto. Il sindaco si vergogni e non si permetta di prendere in giro la città continuando a buttare soldi pubblici perché non è capace di tagliare gli sprechi». Parole di fuoco anche dal coordinatore cittadino Giulio Gallera: «Con chi trucca le carte tenendo nascosti i tesoretti e mentendo non siamo disponibili a varare alcun accordo». «Avevamo ragione a rimanere fuori dall’accordo - osserva Manfredi Palmeri, capogruppo di Fli -. Sapevamo dell’inaffidabilità di gran parte della maggioranza che sostiene Pisapia». «I tagli alla spesa ci sono tutti come ci sono tutti i tagli per i cittadini. Se il Pdl vuol far perdere a Milano altri 30 milioni di euro lo dica chiaramente» replica secca Carmela Rozza, capogruppo Pd.
Oggi il centrosinistra sarà nel mirino del fuoco nemico incrociato: è atteso per le 16,30 il segretario federale della Lega Roberto Maroni (nel tondo) in occasione dello sbarco in aula della delibera riveduta e corretta (con trucchetto) del bilancio. La Lega non era scesa a patti perché riteneva gli sgravi fiscali «assolutamente insufficienti».