«No global condannati, giustizia è fatta»

Gli scontri dell’11 marzo hanno un epilogo pesante per gli autori: pene dure (4 anni agli arresti domiciliari) per i 18 autonomi che misero a ferro e fuoco corso Buenos Aires. Soddisfatto il centrodestra, mentre parla di «libertà di manifestare a rischio» il centrosinistra e anche la Fiom-Cgil. Per il vicesindaco Riccardo De Corato è «una sentenza esemplare», il Comune sarà risarcito dei danni materiali. Per alcuni commercianti di corso Buenos Aires le pene sono «persino leggere», altri non festeggiano perché «tanto i nostri danni non li rimborserà nessuno». Ma i genitori degli imputati promettono: «Non finisce qui». «Faremo immediatamente ricorso». Rabbia e dolore. «Hanno infierito su ragazzi che non hanno fatto niente». «Mia figlia - dice una madre - è stata condannata per tre foto in cui non faceva niente». Nel pomeriggio, i 25 autonomi escono da San Vittore. «Siamo stati arrestati e condannati perché siamo antifascisti», ripetono. E ribadiscono: «Ora bisogna andare fino in fondo, perché abbiamo compagni ai domiciliari. È intollerabile, bisogna tirarli fuori».