No global in piazza e sciopero: sarà un venerdì di passione

«Milano rischia di andare in tilt». Cinque giorni di proteste e cortei in vista del voto di fiducia al governo il 14 e l’anniversario di piazza Fontana domenica. Mescolato alla riforma scolastica del ministro Gelmini, da contestare «senza se e senza ma» (e forse anche senza conoscerne i punti). Il cortocircuito su cui il vicesindaco Riccardo De Corato lancia l’allarme scatta oggi, con i collettivi studenteschi e l’immancabile coda degli antagonisti in marcia dalle 9.30 da largo Cairoli. Più degli slogan come al solito parleranno con petardi, fumogeni, bombolette spray contro muri e vetrine. A pagare saranno gli automobilisti incolonnati: il rischio caos sul traffico questa volta è raddoppiato dallo sciopero dei mezzi pubblici dalle 8.45 alle 12.45. Il Ministero del trasporto pubblico ha rinviato lo stop nazionale di 24 ore ma è rimasto confermato quello indetto dai Cobas. Mancando l’Orsa, la sigla che ha più seguito tra i macchinisti e più effetto quindi sul blocco della metropolitana, Atm ipotizza che l’impatto sulle tre linee sarà contenuto. Anche se alcune stazioni potrebbero essere chiuse all’ultimo per limitare i disordini degli studenti come all’ultimo corteo. Sospeso per tutta la giornata il pagamento di Ecopass, oggi si passa gratis sotto le telecamere. Il Cantiere ha lanciato le «5 giornate» di mobilitazione. Tradotto: la mappa degli scontri e del caos. Domani il centro sociale annuncia uno «spezzone» antagonista al corteo del comitato permanente antifascista alle 15 da Porta Venezia a piazza Fontana. Dove domenica, anniversario della strage e delle celebrazioni ufficiali, il Cantiere farà un presidio. L’anno scorso finì con violenti scontri, ora gli autonomi hanno «avvertito» che il sindaco Moratti sarà «ospite non gradito».
Piano di massima sicurezza per tutto il weekend, dato che in concomitanza con le manifestazioni no global c’è la due giorni di sostegno al governo organizzata dal Pdl, con gazebo sparsi e il palco allestito dietro al Duomo dove domani alle 18 saliranno ministri ed esponenti del partito. Non ci sarà il premier, ma verrà diffuso un messaggio di Silvio Berlusconi. Presidio del Cantiere annunciato anche lunedì davanti all’Aler e «mobilitazioni diffuse» martedì, giorno del voto di fiducia. La tensione potrebbe allungarsi al 18, apertura della sede di Forza Nuova in Buenos Aires. Ieri «c’è stato solo l’antipasto» ammette De Corato. Con la sfilata di ricercatori da Cairoli a Beltrami, la statua di Vittorio Emanuele in piazza Duomo «occupata» simbolicamente da Blocco studentesco. Da oggi «il piatto forte». Gli ultimi 4 cortei sono già costati alla città 450mila euro .