No’hma, una stagione con l’Anima

Il primo spettacolo della sala fondata da Teresa Pomodoro traccia le linee dell’anno. Testi classici e di oggi

Igor Principe

«Nessuno di noi vuole morire di logica». È sintetica ed efficace, Teresa Pomodoro, quando si tratta di spiegare non solo uno spettacolo, ma un'intera stagione (ma lei preferisce parlare di programmazione). Il titolo della pièce è Anima, e stasera inaugura l'anno 2006/2007 di No'hma, il teatro fondato da Pomodoro nel 1994. Con un'idea precisa: scompaginare gli schemi. «Il teatro è necessario per comunicare - spiega l'attrice -. Abbiamo lavorato sulla strada della novità intrecciando la drammaturgia con la musica e le arti visive. Noi cerchiamo di essere aperti il più possibile a luoghi e persone, portando alcune nostri lavori anche nella Basilica di Sant'Ambrogio o in aree di marginalità sociale, come la Casa della Carità».
Il primo spettacolo ha un titolo emblematico, che traccia le linee per tutta la stagione. È un percorso tra l'antico e il contemporaneo, dove ai testi di Euripide, Aristofane, Ovidio e Shakespeare si uniscono quelli di Wittgenstein, Blake e della stessa Pomodoro, che ne è interprete insieme ad altri cinque attori. Protagoniste anche le sculture di Claudio Bonomi, mosse sulla scena dagli interpreti per farle essere parte dell'azione. «Figure che rappresentano noi stessi e il mondo che ci circonda - prosegue Pomodoro -, i nostri desideri e i nostri disincanti. Il potere è il mostro onnivoro che domina ogni aspetto della nostra vita: politica, eros, tempo libero. Da qui, il messaggio: recuperiamo l'anima. L’economia e la tecnica non servono a niente se ne sono prive».
Anima
stasera ore 21 al teatro No’hma
via Andrea Orcagna 2