No della Lega: in aula nessuna commemorazione per Bettino Craxi

Nessuna commemorazione in aula per Bettino Craxi, nel decennale della sua scomparsa. La proposta ieri del capogruppo milanese del Pdl, Giulio Gallera, ha subito sollevato le polemiche della Lega: «Per noi non è un modello da adottare come esempio, voteremo contro ogni commemorazione e mozione in consiglio comunale o richieste di dedicargli vie che arriveranno in giunta» ha avvisato il capogruppo Matteo Salvini. Prevenendo le polemiche che oggi sarebbero scoppiate a Palazzo Marino, il presidente dell’aula Manfredi Palmeri ha chiarito subito che il ricordo non sarà possibile perché «in apertura dei lavori ricordiamo gli anniversari non quando sono riferiti alle persone, ma solo quando riguardano le tragedie collettive o i drammi di violenza che hanno direttamente colpito la comunità di Milano, del Paese o di altre aree del mondo». Vincenzo Giudice anticipa invece che chiederà all’aula di discutere l’ordine del giorno che ha depositato già a ottobre per l’intitolazione di una via a Bettino Craxi (con 22 firme sia di maggioranza sia di opposizione) e rimasta finora in sospeso. Dato che in aula è in programma la maratona del Piano di governo del territorio, e per chiedere l’inversione dei lavori servirebbe il via libera di tutti i gruppi consiliari, difficile che la richiesta vada a buon fine.
L’intitolazione di una via - più probabilmente un giardino, in centro - all’ex leader del Psi è già stata peraltro annunciata dal sindaco Letizia Moratti, e ieri è arrivata anche la benedizione del ministro della Difesa Ignazio La Russa, ricordando quanto sia giusto, a dieci anni dalla morte, ricordarlo per il suo operato di uomo di governo, ferme restando le riserve per le sue scelte politiche. «Sono passati dieci anni dalla morte di Craxi - ha affermato il coordinatore nazionale del Pdl - e credo sarebbe ingiusto non valutare nel suo complesso la sua figura: è stato il capo di un partito molto discusso, ma è stato anche un presidente del Consiglio e uno statista innovatore e modernizzatore. Non è la prima volta che dico che è assolutamente corretto ricordarlo nel migliore dei modi». «Se dovessimo ricordare il capo di un partito sarebbe giusto che ciascuno mantenesse tutte le proprie riserve - ha proseguito -. Ma se si tratta di ricordare quello che ha fatto come statista e capo di governo allora io mi unisco a quelli che vogliono onorare la sua memoria». Del partito del no invece il segretario del Pd Pierluigi Bersani, «credo che questa figura sia un elemento di contraddizione - afferma - e non richieda in questa occasione la politica dei gesti ma una riflessione di quella figura che è stata importante e che ha segnato certamente elementi di innovazione».