«No alla liberalizzazione dei noleggi e stop al rilascio di licenze taxi»

«Non c’è spazio per tutti. Le decisioni della Regione Lazio di liberalizzare i noleggi con conducente e della giunta comunale di Roma di rilasciare altre mille nuove licenze taxi entro il 2007, in aggiunta alle 450 già deliberate, vanno assolutamente ridiscusse». È quanto afferma Loreno Bittarelli, presidente dell’Uri e della cooperativa taxi «3570».
«Devono ancora essere immesse in servizio circa 200 nuove licenze, previste dai vecchi bandi - ha aggiunto Bittarelli - e l’amministrazione comunale ha già deciso di rilasciarne altre mille entro il 2007 e ulteriori 1.300 entro il 2009. Noi, sin dall’inizio, avevamo espresso le nostre perplessità in merito a tale decisione e avevamo chiesto di attendere l’esito delle licenze già bandite, prima di rilasciarne altre, ma non siamo stati minimamente ascoltati». «Inoltre - ha detto ancora - con la nuova normativa regionale che ha liberalizzato i noleggi con conducente di fuori Roma, per sopravvivere saremo costretti ad una vera e propria guerra tra poveri. Già da oggi ci troviamo a dovere affrontare delle giornate di lavoro in cui è difficilissimo fare un incasso tale da coprire le spese di esercizio della nostra attività, che sono sempre più alte, con una tariffa che è ormai incredibilmente ferma da quasi 6 anni». «A questo - ha spiegato il presidente dell’Uri - si aggiungerà alla decurtazione dell’80 per cento del credito d’imposta sul carburante e ai nuovi studi di settore che aumenteranno ancora i nostri oneri fiscali. Non possiamo assolutamente credere, e non intendiamo permetterlo, che la politica delle attuali amministrazioni sia quella di affamare un’intera categoria di lavoratori e di mettere a rischio la sussistenza di migliaia di imprese». «Pertanto - ha continuato Bittarelli - insieme ad altri sindacati, chiediamo che la Regione Lazio, il Comune e il governo possano prendere atto della difficile situazione in cui attualmente versa la categoria dei tassisti. I tassisti, ma anche i noleggiatori romani, hanno bisogno di avere certezze sul loro futuro e su quello delle loro famiglie».
«Se non avremo sufficienti garanzie in merito - ha concluso il presidente della cooperativa taxi - non avendo ormai più nulla da perdere, saremo costretti a intraprendere le più dure iniziative di lotta, anche a oltranza, finché non saremo riusciti a far valere le nostre ragioni. Auspichiamo quindi che d’ora in poi il senso di responsabilità delle varie amministrazioni prevalga su ogni altro risentimento e possano considerare primario il bene di un’intera categoria di lavoratori, compatibilmente con le sacrosante esigenze dai cittadini».