«No alla modifica dello statuto di Vw» Da Berlino picche alla proposta Porsche

da Milano

La Porsche non ha ottenuto il sostegno del governo tedesco alla sua proposta alternativa per modificare lo statuto della Volkswagen. Lo scrive il periodico tedesco Focus. Il governo ha abbozzato una nuova «legge Volkswagen» per sostituire il precedente statuto che, secondo l’Ue, consente un’influenza impropria dello Stato sulla compagnia, particolarmente allo Stato della Bassa Sassonia, secondo azionista della casa di Wolfsburg. La bozza di legge tedesca asseconda le preoccupazioni dell’Ue, ma ancora conserva poteri significativi allo Stato e ai lavoratori della compagnia, mentre la Porsche puntava a ridurre l’influenza della Bassa Sassonia stessa.
Per Focus la casa di Stoccarda aveva suggerito un compromesso, accettando che ogni decisione di trasferimento di una produzione o di chiusura di uno stabilimento abbia ancora bisogno dell’approvazione dei due terzi del consiglio di sorveglianza della Volkswagen, come il governo tedesco aveva proposto nella sua bozza. In cambio, la Porsche voleva il sostegno del governo per ridurre al 75% la maggioranza necessaria in caso di decisioni importanti nell’assemblea degli azionisti Volkswagen - come è nel caso della maggior parte delle compagnie tedesche - dall’80% attuale. «Un tale accordo non ci sarà. Una decisione politica per una nuova legge Volkswagen è già stata presa» ha scritto Focus, citando una fonte del governo. Una bozza di proposta del ministero della Giustizia tedesco prevede, infatti, che le importanti decisioni strategiche dovrebbero essere approvate da una maggioranza dell’80% più uno dei voti, dando effettivamente alla Bassa Sassonia, Stato di appartenenza della Volkswagen, una minoranza di blocco.
La Bassa Sassonia detiene infatti circa il 20% delle azioni Volkswagen e, per bocca dei suoi rappresentanti, ha detto che non sarebbe intenzionata a vendere, dal momento che la sua quota di proprietà serve a preservare 82mila posti di lavoro nello Stato.