«No a ogni liberalizzazione»

Un nuovo diritto per gli italiani: la libertà dalla droga. A introdurlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla droga, Carlo Giovanardi, organizzatore della quinta conferenza nazionale delle politiche antidroga, a Trieste, arrivata oggi al giorno conclusivo.
Sottosegretario che cosa intende per diritto di essere liberi dalla droga?
«Per chi fa uso di droghe, è il diritto di essere curato, guarito e poi reintegrato nella società e nel mondo lavorativo. Ma è anche il diritto, per chi non si droga, di essere informato dei rischi e dei danni causati dagli stupefacenti, in modo da starne lontani».
Il Presidente Napolitano ha definito la droga un fenomeno allarmante.
«E lo è. Qui a Trieste c'è grande consapevolezza della gravità della situazione, che coinvolge direttamente e indirettamente ogni italiano. Il problema, infatti, non è limitato a chi spaccia e chi consuma, ma colpisce tutti. Chi si droga mette a rischio se stesso e gli altri, causando incidenti stradali, perdendo il controllo al lavoro e in famiglia, dimostrando di essere inaffidabile e, soprattutto, pericoloso. A conferma gli interventi di luminari mondiali che hanno dimostrato scientificamente i danni cerebrali causati dalle droghe».
Informazione, prevenzione e quali altri strategie d'intervento, rimedi e possibili soluzioni sono emerse durante la conferenza?
«Intensificare il contrasto alla domanda e all'offerta di droga attraverso un'azione corale dentro e fuori i confini nazionali. In Italia con la collaborazione tra Stato, Regioni e Province, forze dell'ordine, magistratura, pubblico e privato sociale. Occorre un approccio globale per portare avanti, da un lato, la repressione contro il traffico degli stupefacenti; dall'altro i drug test nelle strade, sistemi di allerta e monitoraggio delle nuove droghe, il volontariato sociale, appelli di sportivi, campagne educative, progetti nelle scuole e nelle parrocchie».
Come bloccare lo spaccio via Internet?
«Ci stiamo attrezzando di nuovi strumenti giuridici e sistemi più sofisticati per contrastare il traffico online.»
Contro il traffico di droga l’Onu vuol seguire una linea rigorosa esattamente come l'Italia. Conferma?
«Assolutamente sì. Il programma rispecchia pienamente la posizione dell'Italia, che, insieme a Svezia, Russia, Cina, Giappone e Usa, intende mantenersi fermamente contraria a ogni forma di legalizzazione e liberalizzazione delle droghe».
La legge Giovanardi-Fini è stata accusata di scarsa efficienza, visto l'aumento del consumo di cocaina in particolare.
«La legge è stata definita da alcuni liberticida e da altri orientata alla liberalizzazione. La realtà è una: dal confronto con gli operatori, è emerso un apprezzamento generale per l'equilibrio con cui la normativa interviene verso chi spaccia e chi consuma, attraverso diversi livelli di provvedimento. Quindi, sono i fatti che parlano».