Il "no" del Papa alle coppie di fatto divide la sinistra

Roma – L’ultimo intervento di Benedetto XVI in difesa della famiglia naturale e contro i Pacs crea non pochi imbarazzi in seno alla sinistra. Una parte di essa, infatti, bacchetta il Pontefice per la sua decisa presa di posizione. La Margherita, invece, resta in silenzio, non condividendo i toni da crociata dell’ala più anticlericale della coalizione. “Trovo molto spiacevole e negativo che, da parte del Papa e delle gerarchie vaticane, si cerchi lo scontro ideologico sui pacs”. Così il radicale Daniele Capezzone, presidente della Commissione attività produttive della Camera, commenta le parole del Papa sulla famiglia. “Intanto - dice Capezzone - i pacs non toglierebbero niente a nessuno, alle altre famiglie. E tra l'altro l'Italia è uno dei pochissimi paesi occidentali (con Irlanda e Grecia) a non avere ancora una qualche forma di riconoscimento della coppie di fatto”.

Strenuo difensore dei diritti degli omosessuali, Franco Grillini, deputato dell’Ulivo, difende a spada tratta i Pacs: “Al contrario di quanto sostiene il Papa il pacs non rappresenta alcuna minaccia per la famiglia e non è in competizione con l'istituto matrimoniale. Il pacs fa bene alla società e persino all'economia. Le parole del Papa non trovano alcun riscontro nella realtà”. Molto duro anche l’intervento di Titti De Simone, deputato di Rifondazione comunista: “I continui interventi del papa a difesa della famiglia e contro le unioni civili dimostrano la volontà delle istituzioni vaticane di voler condizionare il dibattito politico italiano”.

La Casa delle Libertà stigmatizza le accuse rivolte al Pontefice da alcuni esponenti della maggioranza. “Le aggressioni verbali di certa sinistra contro il Papa – dichiara Renato Schifani (nella foto), capogruppo di Forza Italia al Senato - sono semplicemente tristi e miserevoli e offendono la coscienza di milioni di cattolici italiani. Si può condividere o meno il pensiero del Pontefice, e noi lo condividiamo, ma è giusto chiederne il rispetto a tutti i parlamentari dell'Unione, anche agli esponenti di quell’ala radicale che fa dell'anticlericalismo una delle sue bandiere. Ci auguriamo poi che i parlamentari e i ministri del centrosinistra che si dicono cattolici almeno questa volta prendano immediatamente le distanze da un frasario francamente indecente, che va censurato subito e con fermezza”.

Anche Maurizio Lupi, responsabile territoriale degli azzurri, difende il diritto del Pontefice di esporre le proprie idee: “È veramente quello che sta accadendo attorno alle parole del Santo Padre che in maniera lucida e ragionevole ha voluto difendere l'istituto della famiglia da quella che è ormai diventata una vera e propria crociata. Leggo di associazioni e esponenti politici - continua Lupi - che accusano il Papa di essere illiberale, di fare discriminazioni, addirittura di essere ossessivo. Francamente mi sembra che gli unici illiberali siano proprio loro che vorrebbero impedire alla Chiesa di esprimere la propria e legittima posizione”.

Riccardo Pedrizzi (An), sottolinea come “quelli che oggi insorgono per l'appello del Papa a difendere la famiglia naturale, legittima e costituzionale fondata sul matrimonio, gridando all'interferenza e all'ingerenza negli affari interni dello Stato laico, sono gli stessi che non più tardi di qualche giorno fa, quando il Santo Padre ha levato alta e forte la sua voce a favore della pace e della giustizia sociale, si sono letteralmente, e giustamente, spellati le mani. Quella, evidentemente, non era una crociata”.