Il no di Porto Venere all’ascensore

Gent.mo dott. Lussana, mi sono convinto a scriverle dopo aver letto l’intervento di Brunella Maietta pubblicato su Il Giornale del 13 settembre.
Premetto che, già nella mia veste privata di titolare di un Hotel in Porto Venere, ho giudicato estremamente superficiale, infondata, e direi quasi rancorosa, ogni argomentazione espressa dalla sig.ra Maietta. Tuttavia ritengo che – nel rispetto della libertà di ognuno di esprimere ogni opinione, anche la più stravagante - mi sarei limitato ad ignorare tali fantasiose opinioni. Nel momento in cui, invece, ho visto coinvolgere anche la Pro Loco portovenerese, Ente dal sottoscritto presieduto, quale oggetto di una nutrita serie di amenità prive di fondamento, è in me prevalso il dovere istituzionale di rispondere puntualmente.
Afferma la sig.ra Maietta che «nell’Ufficio Turistico aperto al pubblico ( ovvero la Pro Loco di Porto Venere) si parla dialetto». Come appare evidente, questa è una sciocchezza, dal momento che ogni informazione e servizio è reso in ottimo italiano corrente, immediatamente comprensibile da ogni interlocutore (o in lingua straniera, per quanto possibile, in caso di utenti provenienti dall’estero).
Tuttavia è altresì vero - e ne siamo fieri - che nella nostra Pro Loco sia possibile parlare ed ascoltare - se lo si vuole - anche il nostro dolce e musicale vernacolo. Questo perché è nostra precisa scelta che i rapporti con gli utenti non siano tenuti dal primo venuto, ma sempre e comunque da un abitante del luogo che conosca alla perfezione storia, curiosità e tradizioni del nostro paese (tra cui annoveriamo anche il dialetto), cosicché il rapporto con il turista non si esaurisca, come spesso succede, in un monotono elenco di esercizi, alberghi e ristoranti per i quali apparirebbe bastevole una qualsiasi segreteria telefonica.
Leggesi inoltre che, sempre secondo Brunella Maietta, la Pro Loco «promuove tutte le iniziative culturali della sinistra e dell’estrema sinistra, boicottando tutte le altre, facendo apertamente campagna di sinistra per tutte le elezioni, non ultima quella che ha portato al potere l’attuale sinistra». A questo proposito risulta quasi scontato ribattere che la Pro Loco Porto Venere è - come da proprio statuto - un’associazione del tutto apolitica e apartitica, che in concreto annovera nel proprio Consiglio Direttivo persone di ogni fede politica. Proprio per questo motivo l’associazione non ha mai fatto - ne mai farà - campagna elettorale né per la sinistra, né per l’estrema sinistra, né per alcun’altra forza politica. Si aggiunge che, proprio per evitare ogni rischio di coinvolgimento politico, ed esponendosi anche a molte critiche, l’attuale Consiglio ha sempre rifiutato l’uso dei propri locali per riunioni, elezioni, sondaggi, ecc., anche alle altre associazioni di volontariato: rifiuto doloroso e forse ingiustificato, ma motivato proprio dalla volontà di evitare qualsiasi fraintendimento delle finalità dell’ente.
È vero invece che la Pro Loco si fa vanto di promuovere tutte le iniziative ed attività culturali, (e pertanto non politiche) da chiunque presentate, al fine di rendere sempre più godibile il nostro borgo sia per i residenti che per i turisti. E sarà nostro dovere e piacere promuovere anche le iniziative culturali e sociali proposte dalla sig.ra Maietta, non appena avrà la cortesia di inoltrarcele, invece di spendere il suo tempo nella redazione di livorosi interventi che ben poco giovano, sotto ogni aspetto, a Porto Venere tutta.
Infine si afferma che «anche la battaglia contro l’ascensore fu patrocinata dalla Pro Loco di Porto Venere». Il termine “patrocinata” rende troppo onore all’associazione da me presieduta, ma almeno su un punto siamo felici di concordare con quanto affermato dalla gentile signora. In effetti anche la Pro Loco si è unita al libero movimento di pensiero che si è opposto, non all’ascensore in generale, ma a quel famigerato progetto di ascensore. Un’opera faraonica, sbagliata ab origine, incompatibile con le peculiarità del nostro paese; un’opera che ne avrebbe paralizzato per anni ed anni le vie interne, che ne avrebbe sconquassato le viscere, che ne avrebbe reso pericolanti le fondamenta, che avrebbe costretto all’inattività ed alla chiusura gran parte degli esercizi del borgo antici e che - in sintesi - avrebbe richiesto a tutti noi un troppo pesante pedaggio. La Pro Loco ad oggi continua invece ad invocare un progetto di accesso alla Chiesa, al Cimitero ed alle parti alte del borgo, ma che sia (e ve n’è la possibilità) concretamente realizzabile senza stravolgere la nostra realtà.
Ci siamo opposti a quell’ascensore? È vero sig.ra Maietta, ci siamo vigorosamente opposti. E anche di questo, nel nostro piccolo, siamo orgogliosi.
Presidente Pro Loco
Portovenere