Un «no» a priori frena lo sviluppo

Il preventivo assenso all’accordo di programma per il golf di Acquasanta ci fa guardare con cauto ottimismo al futuro della località. Un iter durato decenni e passato sotto ogni lente di ingrandimento al quale ogni opposizione deve essere sempre lecita e motivata ma superata e superabile, poiché l’investimento e il progetto sono di tale entità da motivare la rinascita dello stabilimento balneare, ristrutturare il santuario, al quale i monaci Paolini con Padre Francesco Calka, attuale rettore, si dedicano con forte e intensa partecipazione sostenuti dai fedeli e devoti parrocchiani, una rinascita della località che passa attraverso questo progetto.
Ritornando all’oggetto al fine di dare un supporto alla giunta comunale che ha approvato i primo «sì» al progetto e nel contempo confidare nei «fatti concreti» motivati dal dottor Giuseppe Costa perché non ritrovarci ad Acquasanta, in un incontro pubblico a favore di Acquasanta, per il suo sviluppo e la sua rinascita, chiedendo al Coordinamento dei Comitati del Ponente, e questa rappresenta la mia modesta posizione una volta approvato il progetto e passati alla fase attiva della realizzazione di svolgere la funzione di controllo e di tutela per una fase nuova della politica ambientalista, non di ostacolo ma di sostegno allo sviluppo sostenibile. Ostacolare oggi un progetto che ha tutte le condizioni per essere realizzato dopo un iter pluri decennale, in linea con ogni legge urbanistica non aiuta lo sviluppo e il lavoro, ritroviamoci ad Acquasanta non contro ma per qualcosa di importante.
Consigliere comunale Mele