Dopo il «no» al referendum la Cdl faccia finalmente opposizione

Adesso che anche il referendum è andato non resta che pensare al futuro, immediato e remoto. Un vento nuovo deve soffiare sulla Cdl liberandola degli equivoci e conseguenti miasmi che l’hanno appesantita al punto di giungere agli appuntamenti elettorali col fiatone o addirittura asfittica. È il momento che Berlusconi faccia il leader dell’opposizione, riunisca gli alleati, illustri la sua linea di opposizione oggi e di governo domani, la discuta con loro e infine pretenda, nero su bianco, l’impegno a mantenervi fede. Non lasci spazi a interpretazioni libere né alla possibilità di ricatti futuri, chi non vuole starci vada per la sua strada. Le componenti di An, Udc e Lega che intendano mantenere l’alleanza con Berlusconi procedano in tal senso, anche a costo di scissioni. Berlusconi si occupi pure di Fi, cerchi di individuare, al centro e in periferia, gli opportunisti e gli intrallazzatori e li cacci. Ricordi che la Cdl aveva una potenzialità di oltre il 60% e ha perduto le elezioni. Forse è come certi alberi da frutto, ha bisogno di una bella potatura per crescere rigogliosa e dare abbondanza di frutti. Un buona parte dei cinque anni di governo è stata sprecata, ne rimuova le cause per non sprecare anche quelli di opposizione.
Fabio Magherini e-mail