«No al suk, ma piazza Duomo deve vivere»

Sulla gestione della piazza da sempre cuore e simbolo della città, lei, ha le idee chiare. «Bisogna mettere ordine, in maniera definitiva. Tutti siamo d’accordo che piazza Duomo non debba divenire un suk, che le iniziative debbano essere di qualità ma, attenzione, la Soprintendenza non deve esagerare».
Tiziana Maiolo rilegge con il Giornale quelle due paginette sui «criteri per il rilascio dei permessi temporanei di occupazione del suolo pubblico» messe nero su bianco dal comitato interassessorile presieduto da Riccardo De Corato. «Criteri possibili, linee guida su cui noi assessori stiamo predisponendo le nostre osservazioni». Che, aggiunge l’assessore all’Attività Produttive, non «sono quelle care al soprintendente Artioli»: «Tutti noi assessori siamo d’accordo che alla Soprintendenza per i beni architettonici spetti la cura dell’aspetto di protezione del patrimonio archiettonico spalmato su quell’asse che va da piazza San Babila sino al Castella passando per piazza Duomo. Ma tutti noi assessori della giunta Moratti vogliomo continuare a compiere le nostre scelte politiche in autonomia».
Come dire: «“Sì“ alla necessità di dare ordine e restituire decoro alla piazza, “no“ al dare l’ultima parola alla Soprintendenza se quell’evento va o non va fatto poiché si tratta di una scelta che spetta unicamente all’amministrazione comunale e nel rispetto di quelle guida fissate».
Paletti che andrebbero accompagnati, continua l’assessore Maiolo, dalla condivisione della proposta firmata Vittorio Sgarbi: «La sua idea di dividere piazza Duomo in tre, destinando ognuna di queste zone a uno scopo particolare, è la soluzione del problema. Soluzione giusta per assegnare uno spazio commerciale unificato, nella parte retrostante al monumento a Vittorio Emanuele. Ottima idea perché ci sarebbe pure l’area per i concerti - nella parte centrale della piazza, ma solo di livello nazionale e internazionale - e quella per le sfilate in piazzetta Reale». Eventualità, quest’ultima, che per Tiziana Maiolo non sarebbe poi così impossibile, «certo non è Trinità dei Monti, ma l’uso della scalinata che porta alla Sala delle Cariatidi offrirebbe comunque uno squarcio di grave effetto che avrebbe il suo completamento nella piazzetta Reale».
Ma rispetto al progetto di Sgarbi, quello dell’assessore Maiolo prevede anche il coinvolgimento delle vie adiacenti, non solo per «garantire la dignità fisica dei luoghi ma pure per dare un senso e una compiutezza al progetto». Un esempio? I portici di piazza Diaz che «potrebbero ospitare i mercatini, come già accade con quello dei libri antichi».
E per gli stands dei mercatini, anticipa il numero uno dell’assessorato di via Larga, è già stato indetto un concorso di design con il Politecnico e la Triennale, «concorso di design per strutture di qualità che sarrebbero una giusta cornice per manifestazioni di pregio al posto di tendoni multicolor o banchetti precari». Aspetti estetici per «cambiare il volto della piazza e offrire il meglio ai turisti e ai milanesi». Il meglio che, preannuncia l’assessore, per gli Ob bej Oh bej sarà possibile «selezionando i settori merceologici da ospitare per Sant’Ambrogio».