Dopo il no del Tar la Confedilizia punta al rimborso

Rita Smordoni

La clamorosa sentenza del Tar del Lazio che, su ricorso della Confedilizia, ha bocciato il fascicolo del fabbricato istituito dal Comune di Roma, apre una questione pratica che interessa i proprietari di immobili (nella capitale oltre 10mila) che hanno già presentato negli uffici comunali il libretto casa dalla sua entrata in vigore nel 1999. Sul tappeto il rimborso delle spese sostenute, una cifra che si aggira mediamente intorno ai 270 euro ad appartamento e che ogni condomino ha dovuto sostenere di tasca propria.
Al riguardo, la posizione dell’assessore capitolino ai Lavori Pubblici, D’Alessandro, è chiara: «Nonostante la decisione del Tar, l’atto amministrativo del Comune è valido e l’annullamento non ha effetti retroattivi». Non la pensa allo stesso modo Confedilizia. Per nulla intimorita dalle parole dell’assessore, che ha annunciato l’imminente ricorso al Consiglio di Stato, l’associazione della proprietà edilizia ieri ha convocato i suoi iscritti al Centro congressi Cavour per «discutere degli effetti pratici della sentenza - si legge nell’invito - e per sentire le istruzioni al riguardo».
«L’ufficio legale della Confedilizia - ha dichiarato il presidente nazionale Corrado Sforza Fogliani - sta studiando se sia possibile, da parte dei proprietari che hanno fatto redigere il libretto, chiedere il rimborso delle spese sostenute nei confronti di chi consigliava di provvedere all’adempimento». Sotto accusa è quindi l’amministrazione comunale, colpevole di non aver ascoltato una precedente sentenza del Consiglio di Stato (luglio 2002) che, ha ricordato Sforza Fogliani, «sempre su ricorso della Confedilizia, aveva sospeso l’obbligatorietà della formazione del libretto prevista da altra delibera comunale rispetto a quella ora cassata». L’associazione ha inoltre consigliato ai proprietari ed agli amministratori condominiali che hanno conferito incarichi per la redazione del fascicolo, di revocarli immediatamente, «offrendo ai professionisti interessati il pagamento delle sole spese documentate già effettuate, oltre agli onorari dovuti per l’attività già espletata e documentabile». La decisione del Tar del Lazio, hanno ricordato gli esponenti di Confedilizia, fa seguito alla decisione della Corte Costituzionale che aveva bocciato la legge regionale campana per l’istituzione del Libretto casa ed a numerosi pronunciamenti, anche del Consiglio di Stato, nello stesso senso. «In tutte le sentenze che hanno bocciato il fascicolo del fabbricato - ha precisato il presidente romano Paolo Pietrolucci - viene sottolineata la gravosità degli adempimenti richiesti rispetto all’utilità teorica del libretto. È inoltre illegittimo il tentativo degli enti di scaricare gli oneri delle conoscenze sui privati. Oltretutto, proprio a Roma, un immobile è stato evacuato per la comparsa di crepe solo dopo alcuni mesi la redazione, da parte dei proprietari, del fascicolo del fabbricato».