No Tav, 65 indagati e perquisito il leader Perino L'Italia rischia di perdere 671 milioni di fondi Ue

I nuovi avvisi di garanzia sono cinque. Tra questi anche quello per Alberto Perino, leader storico del movimento contro la linea dell'altà velocità Torino-Lione. Il cantiere per il tunnel geognostico alla Maddalena dovrà partire entro il 30 giugno, pena la perdita
dei 671 milioni di euro di fondi europei

Torino - Altri 5 indagati tra i No Tav, 65 in totale. E stamattina è scattata la perquisizione dell’abitazione di Alberto Perino, uno dei leader storici del movimento, mobilitato ormai da fine maggio al presidio della Maddalena di Chiomonte, realizzato per impedire l’avvio dei cantieri per lo scavo del tunnel geognostico, propedeutico alla realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione. Perino insieme al comico Beppe Grillo, al sindaco e al vicesindaco del comune di San Didero, Loredana Bellone e Giorgio Vair, nei giorni scorsi è stato raggiunto da un avviso di garanzia per i fatti del 12 gennaio 2010 all’autoporto di Susa, quando i No Tav si opposero alla realizzazione di un carotaggio per la Torino-Lione da parte di Ltf. I reati contestati sono invasione di terreni e edifici, deturpazione e danneggiamento di cose altrui.

Le accuse Istigazione a delinquere aggravata, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e danneggiamento aggravato: sono queste le nuove accuse mosse al leader dei No Tav Perino, raggiunto questa mattina da avviso di garanzia e la cui abitazione di Condove è stata perquisita dalla Digos di Torino. Le accuse si riferiscono a quello che gli inquirenti definiscono "il comportamento istigatorio" di Perino alla sassaiola del 24 maggio scorso alla Maddalena di Chiomonte, quando i manifestanti No Tav impedirono l’allestimento del cantiere, e a una manifestazione precedente, cioè la marcia da Rivata a Rivoli del 21 maggio.

Altri indagati Altre quattro persone sono indagate per i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato: si tratta di quattro esponenti del centro sociale Askatasuna di Torino, in corso Regina Margherita, anch’esso soggetto questa mattina a perquisizione (uno degli indagati abita nella palazzina del centro sociale) . Risultano indagati: Giorgio Rossetto, 49 anni, Brando Ratti, 20 anni, Lorenzo Carieri, 25 anni e Damiano Piccione, 30 anni. Tra i reati ipotizzati: istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata. Si tratta di reati contestati in seguito alla sassaiola verificatasi nella notte del 24 maggio al presidio della Maddalena di Chiomonte contro i mezzi che stavano predisponendo il cantiere per il tunnel geognostico della Maddalena.

Sono 65 i coinvolti Sono 65 gli avvisi di garanzia che, complessivamente, hanno raggiunto esponenti No Tav negli ultimi giorni. Oltre ai 5 odierni, relativi alla sassaiola dello scorso 24 maggio al presidio della Maddalena, gli altri riguardano episodi del 2010: 10 per i blocco dei carotaggi all’autoporto di Susa, 22 per la violazione di sigilli alla baita della Maddalena, sequestrata dalla magistratura in quanto abusiva, 28 relativi al blocco di un convoglio di operai che trasportavano materiale per i carotaggi avvenuto a Venaria Reale.

Il cantiere e i fondi Ue Il cantiere dovrà partire entro il prossimo 30 giugno, pena la perdita dei fondi Ue. Ci sono infatti 671 milioni di euro a rischio se non apre il cantiere per il tunnel geognostico della Maddalena. Sono già stati tagliati dall’Unione Europea a causa dei ritardi accumulati 9 milioni di euro. Ieri il vice ministro ai trasporti Roberto Castelli aveva sollecitato l’inizio dei lavori. Intanto il movimento No Tav ha indetto una conferenza stampa per oggi alle 13 alla Maddalena.