«No al trilinguismo a Bruxelles difendiamo la lingua italiana»

Strasburgo. «Per incontrarmi basta fare il 4699! Al telefono ci sarà il segretario generale del Quirinale o io stesso». Replica a muso duro Giorgio Napolitano a chi gli racconta che i difensori della tutela dell’italiano riunitisi davanti all’Europarlamento avevano chiesto di incontrarlo, ma si erano sentiti replicare che occorrevano 15 giorni di preavviso per un colloquio. Anche perché il capo dello Stato mostra di esser sensibilissimo alla difesa della nostra lingua, fin troppo sotto attacco nelle istituzioni Ue. «No al trilinguismo (francese, inglese e tedesco)», avverte guardando in faccia il neo presidente del Parlamento Poettering che, in aula, lo ha accolto parlando la lingua di Dante. E a quanto pare ha già dato ordine ai suoi di esaminare anche la richiesta di Frattini: a Bruxelles, dove vivono 30mila italiani (300mila in Belgio) han tagliato alla scuola internazionale proprio l’italiano. Possibile fare qualcosa? Napolitano pare convinto che non si possa, ma si debba. «Appoggio pienamente e simpatizzo con la proposta di Frattini su una scuola italiana a Bruxelles», ha detto.