No al voto anticipato Calderoli: "Ci vuole una "legislatura costituente"

Il ministro della Semplificazione: "Credo che ci sia davanti un grosso obiettivo, trasformare l'attuale legislatura in una legislatura costituente". Poi sul Porcellum rivela: "Fummo ricattati"

Sul famigerato Porcellum e sulle modalità che portarono alla sua approvazione, ora emergono nuovi dettagli. E a rivelarle è lo stesso padre della legge elettorale, quel Roberto Calderoli che ora disconosce la sua creatura e rivela in un'intervista al Tg1: "Fummo ricattati da Casini e dall’Udc per instrodurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e Berlusconi che voleva il premio di maggioranza. La Lega e il sottoscritto erano a favore del Mattarellum".

Quello stesso Mattarellum che tornerebbe in vigore qualora passasse il referendum per il quale sono state depositate in Cassazione 1,2 milioni di firme. Ma il ministro per la Semplificazione normativa ne ha per tutti, anche per la sinistra che secondo lui fu complice dell'operazione con la sua "collaborazione e non dicendo nulla".

Le parole di Calderoli hanno scatenato le opposizioni. "La paura del referendum e dell’indignazione popolare fa novanta. E il promotore della vergognosa legge elettorale rinnega la sua creatura. Ne prendiamo atto, limitandoci a ricordare il danno devastante prodotto in questi anni dal Porcellum di Calderoli alla tenuta democratica del nostro Paese", ha tuonato il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

"La Lega continua a cercare alibi destreggiandosi in equilibrismi impossibili per nascondere ai suoi elettori le proprie responsabilità", ha dichiarato Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd.

Ma il ministro ha trattato anche l'ipotesi di voto anticipato, respingendo questa opzione e dicendo: "Credo che ci sia davanti un grosso obiettivo: trasformare l’attuale legislatura in una legislatura costituente. C’è uno scenario preoccupante: il nord che cresce alla velocità della Germania, il sud che decresce alla velocità della Grecia. C’è una unica ricetta è il federalismo".