«No Zauri a Firenze» L’ultima degli ultrà: vogliono fare il mercato

Ormai il mercato lo fanno i tifosi, più che i direttori sportivi. Ieri la Fiorentina ha presentato i difensori Vargas («Sarò il vostro Roberto Carlos») e Comotto, ex capitano del Torino, buonissimi rinforzi per la Champions League. Prandelli chiedeva anche Luciano Zauri, capitano della Lazio, i sostenitori viola si sono messi per traverso. «Noi non lo vogliamo», la scritta che campeggiava sulla sua foto. Non hanno dimenticato che con un fallo di mano mandò la Fiorentina a un passo dalla serie B. Era il 22 maggio del 2005, all’Olimpico segnarono Maresca e Siviglia, l’arbitro Rosetti non si accorse che Zauri alzò in angolo con un braccio il tiro da tre punti di Jorgensen, costringendo la squadra di Zoff a giocarsi tutto all’ultima giornata. Fortuna volle che allo spareggio andarono Bologna e Parma, i viola si salvarono per la classifica avulsa: si fosse autoaccusato di quel rigore, con la Lazio fra l’altro senza obiettivi, i tifosi toscani adesso non lo ricuserebbero. Zauri si stava già preparando alla sua terza avventura in Champions, a Firenze non andrà: perchè il ds Corvino ormai ha coperto tutti i ruoli difensivi e la piazza ha fatto il resto.
A Zingonia Vieri lavora da giovedì mattina con il preparatore atletico, domani o martedì sarà presentato dall’Atalanta, capace di ignorare la contestazione degli ultrà. La settimana scorsa avevano tappezzato Bergamo di manifesti contro il suo ritorno: ingrato perchè il presidente Ruggeri l’aveva aspettato un anno, dopo l’infortunio che gli fece saltare il Mondiale, e Bobone volle andar via, alla Fiorentina.
Alla Juve Ranieri è il solito, abile diplomatico, vuole Stankovic e allo stesso tempo evitare il braccio di ferro coi tifosi: «Se si vuole il bene di tutti bisogna considerare il loro parere. Basterebbero però 2-3 partite fatte bene per scordare tutto, il serbo è un giocatore completo».
Tornando a parlare di mercato a Roma è sbarcato Mauro Zarate, 21enne argentino ex Birmingham. Lo accompagna alla Lazio il fratello manager Sergio, che all’Ancona nel ’93 fu un bidone da 2 gol in appena 11 partite. Lotito firma per 5 anni anche l’attaccante dell’under 19 cèca Libor Kozak, 11 gol nello Slezsky Opava, improbabile che sia il nuovo Nedved. Per il Genoa Palladino è una certezza («Voglio tornare in nazionale»), al pari di Modesto, esterno mancino della Reggina che piaceva a Spalletti. Il Torino ha una maglia supertecnologica per evidenziare le trattenute in area («Si allunga anche di mezzo metro»), campioni però non ne prende. Il presidente Urbano Cairo, dal workshop di Chia, in Sardegna: «Acquisteremo giocatori solo se sono importanti, senza follie nè operazioni mediatiche. In giro non ci sono molti soldi, io non voglio rovinarmi».
I soldi però ce li ha il Real, che incontrerà il Manchester per Cristiano Ronaldo, riproponendo l’offerta di 85 milioni di euro. Il fenomeno portoghese però deve fermarsi un mese e mezzo e salterà l’inizio della Premier League, così dicono a Manchester. Magari anche il resto della stagione inglese.