Nobel, Obama: "Guerra mai gloriosa, è tragedia"

Il presidente Usa ha ritirato il premio: &quot;Accetto questo premio con grande gratitudine e umiltà. Rispetto a Luther King e Mandela i miei traguardi sono veramente piccoli&quot;. Il Nobel arriva proprio mentre partono i primi rinforzi per l'Afghanistan. Castro lo attacca<strong><a href="http://nobelprize.org/mediaplayer/index.php?id=1197" target="_blank"></a></strong>

Oslo - "È con una profonda gratitudine e grande umiltà che accetto questo premio": lo ha detto il presidente americano Barack Obama nel discorso pronunciato dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace a Oslo. Il capo della Casa Bianca ha parlato della controversia introno all’attribuzione del premio, affermando di essere "solo all’inizio dei suoi lavori sulla scena internazionale". "Rispetto a Martin Luther King e a Nelson Mandela i miei traguardi sono veramente piccoli", ha detto ancora Obama nel tanto atteso discorso. Il presidente ha poi sottolineato l’ironia per il presidente di un Paese "coinvolto in due guerre" di ricevere il premio per la pace. "Una di queste sta finendo" ha detto ancora Obama.  "Non ho con me oggi una soluzione definitiva ai problemi della guerra", ha affermato Obama, "quello che invece so è che per affrontare queste sfide è necessaria la stessa visione, lo stesso lavoro duro e la stessa insistenza di quegli uomini e quelle donne che hanno agito con coraggio decenni fa. E a noi è richiesto di ripensare le nozioni di guerra giusta e gli imperativi di una pace giusta".

La non violenza "Un movimento non-violento non avrebbe fermato i soldati di Hitler. Negoziati non convinceranno i leader di al Qaida a cedere le armi" ha detto il presidente Usa. "Dire che la forza è a volte necessarIa non vuol dire essere cinici, è riconoscere la storia, le imperfezioni dell’uomo e i limiti della ragione". Poi la condanna dei conflitti: "La guerra non è mai gloriosa, e non bisogna mai spacciarla come tale. La guerra è una premessa di tragedia umana".

Il cammino per il Nobel Quando fu svegliato nel cuore della notte a ottobre con la notizia che gli era stato conferito il Nobel per la Pace lo stesso Barack Obama rimase stupefatto. Lo ha ammesso lui per primo poche ore dopo spiegando di sentire di non meritare quell’onore ma che lo accettava come "chiamata ad agire" e a proseguire sulla strada iniziata appena nove mesi prima.

"Non lo merito" "Non ho dubbi sull’esistenza di altri candidati che avrebbero potuto essere più meritevoli" ha detto oggi Obama durante il suo incontro col premier norvegese Jens Stoltenberg. "Non posso pensare a nessuna altra persona che abbia fatto così tanto per la causa della pace nel corso dell’ultimo anno come il presidente Obama" ha replicato il premier norvegese. Stoltenberg ha definito "ben meritato e importante" il riconoscimento attribuito ad Obama.

Via da Kabul Il presidente Usa ha assicurato che non c’è "nessuna ambiguità" nell’indicazione di luglio 2011 come data di inizio del ritiro americano dall’Afghanistan. "Crediamo di poter creare una capacità afgana per proteggere il proprio Paese, in modo che nel luglio del 2011 potremo cominciare la transizione verso le forze di sicurezza afgane. È chiaro, e non deve esserci dibattito - ha insistito il presidente - dal luglio del 2011 cominceremo la transizione, ma il ritmo e le modalità sono variabili che dipenderanno dalle condizioni sul terreno". Obama ha comunque sottolineato che il ritiro sarà graduale: "Come in Iraq avremo consultazioni continue, non ci sarà una divisione netta, dobbiamo prima addestrare forze afgane e traferire loro le competenze gradualmente: è importante capire che il nostro impegno civile e militare non finirà, ma nel luglio 2011 ci sarà un cambiamento nella missione". "Io credo - ha detto a chi gli chiedeva come intendesse operare in futuro, anche per contrastare le critiche successive all’annuncio del Nobel - che il mio compito sia quello di proseguire in una direzione che considero importante per una pace e una sicurezza durature nel mondo". Obama ha quindi individuato le priorità su cui si concentrerà il suo impegno, dalla lotta alle armi nucleari, al problema dei cambiamenti climatici, alla stabilizzazione di paesi quali l’Afghanistan alle questioni legate allo sviluppo.

Un discorso spinoso Oggi a Oslo il presidente americano affronterà uno dei discorsi più spinosi della sua carriera, quello con cui riceverà il premio che ha sollevato fortissime polemiche e che arriva nelle stesse ore in cui dalla Nord Carolina i primi rinforzi della nuova strategia militare americana si preparano a partire per l’Afghanistan. Il conferimento del Nobel giunge infatti a una settimana dall’annuncio della Casa Bianca dell’invio di altri 30 mila uomini a Kabul. Una decisione accolta con favore dagli americani nei sondaggi ma che fa ritenere alla stragrande maggioranza dei concittadini di Obama che il premio sia "immeritato". Ricevere il più importante riconoscimento internazionale per la pace non sembra paradossalmente aver giovato all’immagine del presidente tra i suoi concittadini.

Popolarità in calo
Appena il 26% degli americani ritiene infatti che la scelta del comitato del Nobel sia stata giusta, una cifra che crolla all’8% se si considerano le risposte dei soli repubblicani. Obama affronterà senza mezzi termini nel discorso lo scetticismo legato al conferimento del Nobel a un presidente che ha più che raddoppiato il numero di soldati che ha trovato in Afghanistan al momento del suo insediamento. Il suo portavoce, Robert Gibbs, ha detto ieri che a Oslo il presidente affronterà esplicitamente la questione, che secondo i commentatori della destra americana avrebbe dovuto spingerlo a rifiutare il premio. Da oggi il nome di Barack Obama si aggiungerà così alla lista che include tra gli altri Nelson Mandela, Michail Gorbaciov, Aung San Suu Kyi e Martin Luther King. "Accetto questo premio come una chiamata ad agire perché tutte le nazioni affrontino le sfide del 21simo secolo", ha detto Obama dopo aver saputo dell’onorificenza attribuitagli. Se gli americani sembrano più presi dalla via d’uscita dalla recessione che dal Nobel in Norvegia invece migliaia di persone hanno fatto richiesta per aggiudicarsi uno dei mille posti a disposizione per sentire lo storico discorso di domani. Il primo davanti al comitato norvegese in oltre 90 anni per un presidente americano in carica. Le parole di Obama dovranno così equilibrare le due facce della politica del presidente, divisa tra la necessità di portare a termine due guerre e quella di rilanciare una nuova era di pace nella diplomazia internazionale. Dal nucleare alla pace in Medio Oriente i risultati della presidenza Obama si vedranno probabilmente nel lungo periodo. "Deve esserci una visione che la gente possa capire", ha commentato uno dei più stretti consiglieri di Bill Clinton alla Casa Bianca, Chris Lehane, spiegando che finora il presidente ha fatto un ottimo lavoro: "Però è come ricevere la bici da competizione prima ancora di saper andare in bicicletta".

Castro: "Obama cinico" Fidel Castro ha definito Barack Obama "cinico" per aver accettato il premio Nobel per la Pace, nel momento in cui ha appena deciso di inviare 30mila soldati in Afghanistan. L’ex numero uno del regime cubano aveva inizialmente accolto con favore il conferimento del Premio al presidente degli Stati uniti, ma ha poi fatto retromarcia. Sul suo sito ufficiale Castro si chiede: "Perché Obama ha accettato il premio Nobel quando invece ha deciso di portare le guerrra in Afghanistan fino al limite estremo?". Obama, secondo Castro "non era obbligato a compiere un gesto così cinico". Il 1 dicembre scorso, nell’ascoltare l’annuncio dell’invio dei rinforzi in Afghanistan, "ho avuto l’impressione di ascoltare George W. Bush", scrive ancora Fidel Castro.

Una medaglia, un diploma e un assegno Una medaglia d’oro, un diploma ed un assegno da 1,4 milioni di dollari: questi i premi destinati oggi a Oslo al presidente Barack Obama in occasione del conferimento del Nobel per la Pace. La medaglia d’oro, creata nel 1902 dallo scultore Gustav Vigeland, presenta su una faccia l’immagine in rilievo di Alfred Nobel e sull’altra tre uomini nudi che si abbracciano (a simbolo di fratellanza universale) sotto la scritta latina "Pro pace et fraternitate gentium" (per la pace e la fraternità tra i popoli). Sul bordo della medaglia è inciso il nome di Barack Obama e l’anno della vincita del Nobel per la Pace. La medaglia d’oro a 18 carati pesa 196 grammi ed ha un diametro di 6,6 centimetri. Il diploma reca l’immagine di un leone norvegese e la scritta ’Il Comitato del Nobel ha, in accordo con i termini del testamento stilato da Alfred Nobel il 27 novembre 1895, conferito a Barack Obama il Nobel per la Pace per il 2009’. Il conferimento del Nobel comporta anche la consegna di un assegno per la somma di dieci milioni di corone svedesi (circa 1,4 milioni di dollari). La Casa Bianca ha già detto che il presidente Obama intende donare l’importo ad organizzazioni benefiche. La cerimonia di consegna dei premi Nobel si svolge ogni anno il 10 dicembre, anniversario della morte dell’industriale che inventò la dinamite. I Nobel per medicina, fisica, chimica, letteratura ed economia sono consegnati a Stoccolma mentre il premio per la pace è consegnato a Oslo.