Il Nobel per la pace ad Al Gore divide i democratici

Il riconoscimento all'ex vice presidente degli Stati Uniti e al Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell'Onu. <a href="/a.pic1?ID=212753" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">E Al potrebbe tornare in corsa per la Casa Bianca</font></strong></a>. <strong><a href="/a.pic1?ID=212751">Bush si congratula ma non telefona all'ex rivale</a></strong>

Oslo - Il premio Nobel per la pace 2007 è stato assegnato ad Al Gore e al Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Ipcc), organizzazione dell'Onu, "per i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti".

L’annuncio non è stata una sorpresa visto che Gore e l’Ipcc figuravano tra i grandi favoriti, ma il riconoscimento della prestigiosa istituzione è anche un appello "a tutti i politici" del mondo perchè si assumano, senza dilazioni, la responsabilità nella lotta alle devastazione della terra e perchè rispondano alla crescente preoccupazione di tutto il pianeta di fronte alla minaccia. Al Gore, si è detto "profondamente onorato" e ha aggiunto che il cambiamento climatico è un problema morale, non politico. "Siamo di fronte a un’emergenza davvero planetaria: la crisi climatica non è una questione politica, è una sfida morale e spirituale per tutta l’umanità". L’indiano Rajendra Pachauri, presidente dell’Ipcc, si è augurato che adesso aumenti la consapevolezza "dell'urgenza" di agire. "Mi aspetto che porti il problema alla ribalta e mi auguro che crei una maggiore coscienza e la consapevolezza dell’urgenza", ha detto. "Il messaggio dovrebbe raggiungere tutti, Paesi occidentali e in via di sviluppo", perchè "il cambiamento climatico minaccia di disarticolare la stabilità delle economie di tutto il mondo e minaccia di distruggere anche la stabilità sociale".

Sedici anni al Congresso, otto alla Casa Bianca Gore ha trascorso sedici anni al Congresso e otto alla Casa Bianca prima di diventare il più famoso paladino della lotta al riscaldamento del pianeta. Nato il 31 marzo 1948 a Washington, Albert Arnold "Al" Gore, figlio di un famoso senatore del Tennessee ha respirato politica sin da bambino dividendo il tempo tra una stanza d’hotel nella capitale e la fattoria di famiglia nel Tennessee tra tabacco e mucche.

In Indocina come giornalista militare Laureato ad Harvard, suo compagno di stanza era l’attore Tommy Lee Jones, Gore non cercò di evitare la divisa (pur essendo contro la Guerra del Vietnam) entrando nel 1969 nell’esercito e finendo per cinque mesi, nel 1971, in Indocina come giornalista militare. Poco prima di essere inviato in Vietnam aveva sposato nel 1970 Mary Elizabeth "Tipper" Aitcheson, suo compagna di liceo. Rientrato negli Usa Gore fece per cinque anni il giornalista passando poi a studiare legge ("con la penna non posso cambiare le cose") ma solo per lanciarsi in politica alla prima opportunità: un seggio vacante di deputato nel Tennessee.

Gore vinse le elezioni facendo il deputato per otto anni (dal 1977 al 1985) prima di passare poi al Senato dove rimase fino al 1993 quando divenne vice-presidente degli Stati Uniti. Nel 1988 si era candidato alla Casa Bianca ma la nomination democratica era stata vinta da Michael Dukakis.

La svolta nell'89: meno politica più famiglia Nell’aprile 1989 un incidente al figlio Albert, 6 anni, rimasto a lungo in pericolo di morte dopo essere stato investito da una vettura, aveva sconvolto la vita di Gore e scosso le sue priorità: meno politica, più tempo per la famiglia e gli interessi personali. Era nato in questo periodo il libro "Earth in the Balance", dedicato alla protezione dell’ambiente, un anticipo delle sue battaglie future. Scelto nel luglio 1992 da Bill Clinton come suo vice era approdato, vinte le elezioni, alla Casa Bianca dove era rimasto per otto anni fino al gennaio 2001, come vice-presidente.

La corsa alla presidenza nel 2000 Nelle elezioni del 2000 aveva finalmente conquistato la candidatura democratica alla presidenza e quando l’America aveva votato nel novembre i sondaggi lo vedevano collo a collo col rivale repubblicano George W. Bush. La battaglia tra i due fu decisa dalla Florida dopo una notte di colpi di scena ed un mese di battaglie legali sul riconto chiesto da Gore (Bush aveva solo 537 voti in più in Florida). Il voto decisivo venne dalla Corte Suprema che si espresse, per 5 voti a 4, contro il riconto dei voti della Florida. Gore accettò il verdetto "per il bene della unità del paese", ma in cuor suo sapeva di avere vinto. La profonda delusione segnò la nascita del nuovo Gore, disgustato dalla politica e paladino delle battaglie per l’ambiente. Le sue conferenze sul pericolo del mutamento del clima attirano folle sempre più numerose.

L'Oscar al documentario sull'ambiente Il suo libro "Una Verita Scomoda" diventa un bestseller mondiale. Il documentario dallo stesso titolo vince in febbraio l’Oscar. Nel discorso di ringraziamento Gore afferma che il problema del clima "Non è una questione politica ma ormai una questione morale". In luglio Gore organizza il concerto mondiale "Live Earth" per rafforzare la consapevolezza del problema del clima.