Nobel per la Pace a Ahtisaari: protesta di Russia e Serbia

Il premio Nobel per
la pace per il 2008 è andato all’ex presidente finladese Martti Ahtisaari "per i suoi importanti sforzi, in molti continenti
e per più di tre decenni, per risolvere i conflitti internazionali". Ma Mosca e Belgrado criticano l'assegnazione

Oslo - Il premio Nobel per la pace per il 2008 è andato all’ex presidente finladese Martti Ahtisaari "per i suoi importanti sforzi, in molti continenti e per più di tre decenni, per risolvere i conflitti internazionali". Lo ha annunciato il Comitato norvegese. Athisaari, che è stato scelto tra 197 candidati, riceverà il premio di 1,4 milioni di dollari.Ma la scelta del Nobel non è stata apprezzata da tutti e si sono levate proteste dalla Russia e dalla Serbia per il ruolodi mediatore svolto da Ahtsaari nella crisi dei Balcani.

L’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, 71 anni, è stato il mediatore di numerosi conflitti in Africa, Europa e Asia negli ultimi trent’anni. Nato il 23 giugno del 1937 a Viipuri, oggi Vyborg in Russia, Martti Oiva Kalevi Ahtisaari si è dedicato per breve tempo all’insegnamento prima di passare alla carriera diplomatica nel 1965. Ambasciatore in Tanzania dal 1973 al 1976, nel 1977 viene nominato commissario delle Nazioni Unite per la Namibia e poi rappresentante speciale del Segretario Generale Onu sempre in questo paese di cui si occuperà fino all’indipendenza nel 1990. All’inizio degli anni Ottanta torna a far parte della diplomazia finlandese fino alla sua nomina nel 1987 al posto di sottosegretario generale Onu per i problemi finanziari e amministrativi, funzione che rivestirà fino al 1991.Gli anni Novanta segnano i suo ritorno in Europa e l’inizio di 15 anni di instancabile attivismo a favore della pace nei Balcani. Dal settembre 1992 all’aprile 1993, presiede il gruppo di lavoro in Bosnia-Erzegovina della Conferenza internazionale sull’ex Jugoslavia.

Nel luglio del 1993, Martti Ahtisaari diventa consigliere speciale per la Conferenza internazionale sull’ex-Jugoslavia prima di essere nominato rappresentante speciale Onu in ex-Jugoslavia. Eletto presidente nel suo paese nel 1994, resterà sei anni alla presidenza finlandese senza però perdere di vista la scena internazionale.

Nel 1999, insieme all’ex premier russo Viktor Tchernomyrdine, riesce a convincere il presidente jugoslavo Slobodan Milosevic a mettere fine alle operazioni militari in Kosovo contro al guerriglia separatista albanese in cambio della fine dei bombardamenti da parte della Nato. Al termine della sua presidenza, crea e presiede la Crisis Management Initiative (Cmi), fondazione di analisi e di mediazione specializzata nella soluzione di conflitti. Nel gennaio del 2005 viene incaricato dei colloqui tra il governo indonesiano e i separatisti del Movimento per l’Aceh libero (Gam), in guerra dal 1976. Sei mesi dopo, le due parti, nemiche da trent’anni, firmano un accordo di pace. Nel 2006 supervisiona per l’Onu i colloqui tra la Serbia e il Kosovo per lo status finale di questa provincia serba a maggioranza albanese. Nel marzo del 2007 consegna al Consiglio di Sicurezza una relazione finale in cui raccomanda l’indipendenza della provincia serba sotto supervisione internazionale. Un anno dopo il Kosovo proclamerà unilateralmente la sua indipendenza.

La Russia: ha distrutto i Balcani L'assegnazione del Nobel per la pace all’ex inviato speciale dell’Onu in Kosovo, Martti Ahtisaari, è stato fortemente criticato in Russia, dove l’ex presidente finlandese è accusato di aver contribuito alla scissione della Serbia sostenendo di fatto l’indipendenza del Kosovo. "Ha aiutato i bombardamenti della Nato in Serbia e ha ottenuto il Nobel con un fine politico: sostenere gli interessi degli Usa e della Nato" dice ad Apcom il generale Leonid Ivashov, uno dei falchi delle Forze armate russe. "Ho partecipato a molte riunioni sul Kosovo: so di cosa sto parlando" aggiunge. "Il suo contributo alla guerra e alla distruzione nei Balcani, è più importante che i suoi sforzi per la pace", ha detto il generale che dirige l’Accademia di problemi geopolitici. "Fa male, non riesco a dire altro", ha detto a radio Eco di Mosca (Gazprom Media) l’ambasciatore russo presso la Nato Dmitri Rogozin. "Perchè hanno assegnato il Premio Nobel e altri premi ad Ahtisaari, non ho idea. In realtà, è l’autore di una serie di azioni volte a distorcere e violare il diritto internazionale e le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha aggiunto.

La Serbia: ha favorito una secessione illegittima La Serbia spera che il Nobel per la Pace attribuito a Martti Ahtisaari "non sia stato assegnato per la sua operà nel Kosovo". A giudizio di Belgrado "ha aiutato una secessione illegittima, aumentando le tensioni nei Balcani e i pericoli per la pace". Lo ha detto all’Ansa il capo dell’ufficio stampa del governo serbo, Miroslav Mihajilovic. Per Mihajilovic l’assegnazione del Nobel per la Pace a Ahtisaari rappresenta un’occasione di "vendetta per gli Usa".