Il Nobel per la pace e l’umorismo svedese

Carissimo Paolo, non trovi anche tu assolutamente insopportabile il fatto che a un semplice funzionario quale è il signor El Baradei venga assegnato il Premio Nobel per la Pace per motivi fin troppo scoperti?
A capo della Aiea c'è lui ma poteva esserci un qualunque altro diplomatico tra i mille e mille che bazzicano i numerosissimi Enti internazionali che operano solo e soltanto per chiari interessi politici e che si garantiscono onori e citazioni al di là dei meriti in particolare se antiamericani. Visti poi i nomi e le imprese (terroristiche) di molti tra i predecessori di questo signore, se sei d'accordo, lancerei una campagna per l'abolizione di questo benedetto (?) premio.

Perché, caro Mauro? Nella scelta dei vincitori dei Nobel «politici», letteratura e pace, quello che fu il più prestigioso dei riconoscimenti si è talmente sputtanato - scusa il termine, ma ne vedi altri di appropriati? - da abolirsi da sé. Dopo Kofi Annan, l'uomo che meno ha fatto per la pace e dopo Jimmy Carter, l'uomo che meno ha fatto in assoluto, ora tocca a quel marpione di Mohamed El Baradei. Assegnargli il Nobel per la Pace (e un assegno da più di un milione di euri) è come premiare l'addetto alle pulizie dell'Eurocity Night 369 Nizza-Napoli, quello trovato infestato da stuoli di cimici. L'impegno di El Baradei «contro la proliferazione delle armi atomiche», come recita la stravagante motivazione che forse attiene al singolare umorismo svedese, è infatti pari a quello adottato per la disinfestazione delle vetture ferroviarie. Ora non vorrei dare un dispiacere a Pecoraro Scanio, ma il sistema numero uno per impedire la proliferazione non è il dialogo, ma la legnata, è quello adottato con successo nel 1981 allorché aerei non identificati (un segreto di Pulcinella) rasero al suolo la centrale Osirak dove Saddam Hussein stava assemblando la sua atomica islamica. Il sistema numero due è mostrare i muscoli, come ha fatto - i pecoraroscanii mi perdonino ancora - George W. Bush, costringendo alla resa Kim Jong, uno che di El Baradei se ne è fatto sempre un baffo. Messo sotto pressione dalle accuse americane di aver trasformato la Corea del Nord in un «lager a cielo aperto», il sanguinario guappo comunista ha finito infatti per firmare un accordo - che Bush ha voluto ed ottenuto fosse allargato anche alle altre potenze della regione, Cina, Russia, Giappone e, oh stupore, oh meraviglia, Corea del Sud - col quale rinuncia ai suoi programmi nucleari. Per concludere: col sistema numero uno e due la disinfestazione ha successo, col sistema numero tre, quello detto del: «Ma via, signor Kim Jong, lei che è una tanto brava persona si metta una mano sulla coscienza, ci venga incontro...» le pulci proliferano alla grande. E infatti l'Accademia delle Scienze svedese, che evidentemente ama grattarsi, ha assegnato il Nobel per la Pace a El Baradei.
Paolo Granzotto