Un nobile fantasma e le nozze «combinate»

Laura Novelli

La Cometa Off di Testaccio va affermandosi sempre più come piccola ma significativa «vetrina» della nuova drammaturgia italiana. Non è un caso, per esempio, che mentre vi proseguono le repliche di un testo quanto mai contemporaneo quale Le mani forti di Marco Calvani (sull’inquietante caso di Erika e Omar), la frequentata saletta capitolina ospiti per due sole repliche, domani e lunedì alle 21, un lavoro firmato dalla drammaturga e regista Camilla Migliori che ha vinto il primo premio «Giorgia Vignoli» nel 2000 ed è stato segnalato al Premio Flaiano dello stesso anno. Beatrice di Tenda suona il titolo di questa partitura colta e originale dove l’autrice intreccia Storia e fantasia dipingendo un affresco di palpitante umanità, che ha per sfondo la vita politica e culturale di Milano. La Milano della controversa signoria viscontea e quella più recente di metà Ottocento. La trama è infatti giocata su un duplice piano temporale e mette in relazione tre personaggi realmente vissuti - Emilia Branca (scultrice, musicista e animatrice di un importante salotto letterario fiorito negli anni della dominazione austriaca), Felice Romani (marito di Emilia e autore del libretto del melodramma Beatrice di Tenda di Bellini) e la Beatrice di Tenda evocata nel titolo (nobildonna milanese che sposò in seconde nozze Filippo Maria Visconti) - immaginando un possibile collegamento tra loro e profilando una situazione scenica sospesa tra creazione artistica e dialogo privilegiato con il mondo dei morti. Emilia ne è il perno centrale, dal momento che dice di parlare assiduamente con il fantasma della defunta duchessa e di aver avuto da lei esplicita richiesta di un melodramma che diffonda la sua triste vicenda di moglie maltrattata e infelice. Ecco dunque che l’effettiva stesura di quella che sarà a tutti gli effetti la ben nota opera di Bellini si accompagna qui ad un appassionato scambio dialettico tra le due donne, divise nei secoli ma assai simili per sentimenti ed emotività. Tanto più che, a coronamento del suo desiderio, Beatrice promette alla giovane Emilia (ancora nubile) di aiutarla a far sì che l’amato Felice la sposi. E allora viene il sospetto che dietro questa curiosa vicenda di amore, potere e musica sia possibile intravedere innanzitutto la necessità, ancora una volta, di dare voce alle donne di ieri e di oggi per raccontare un universo mai troppo scandagliato. Il lavoro (edito da Editoria & Spettacolo nel volume Donne di Milano di AA.VV.) si offre ora al pubblico romano in forma di mise en espace - a cura della stessa Migliori - con Walter Maestosi, Michetta Farinelli e Daniela Barra per interpreti. Ingresso gratuito.