La nobiltà racchiusa in un enigmatico sorriso

Un plot denso, un talento per il narrare inteso come affabulazione. Un ambiente di provincia fatto di dissimulazioni e di sottotraccia, ma soprattutto di personaggi in altorilievo e figurette intraviste di scorcio. Si trova tutto questo ne Il sorriso del conte (Opera Graphiaria Electa, pagg. 204, euro 15), romanzo d’esordio di Claudio Calzana. I lettori di Andrea Vitali, autore della quarta di copertina, respireranno profumi conosciuti. Nel libro si intreccia la saga della famiglia Salani, bergamasca d’adozione. È il 15 dicembre del 1988. Il sorriso che quello spiritaccio vitalista del conte Angelo oppone a chi ne piange la dipartita viene da lontano. Un distendersi delle labbra fissato dal rigor mortis. Un distendersi delle labbra che sa raccontare cinque generazioni.