Nodo pensioni, la nuova proposta di Calderoli: "Rivedere quelle di chi non ha mai lavorato"

Il ministro per la Semplificazione al meeting di Rimini torna sul nodo pensioni: la trattativa fra Pdl e Lega
c’è già stata ed è stata sottoscritta nel decreto del governo che deve restare immutato. Si deve invece intervenire sulle pensioni di chi non ha mai lavorato

Rimini - Sulle pensioni la trattativa fra Pdl e Lega c’è già stata ed è stata sottoscritta nel decreto del governo che deve restare immutato. Si deve invece intervenire sulle pensioni di chi non ha mai lavorato, a cominciare da quelle di reversibilità e dall’indennità di accompagnamento. Sono questi i paletti che il ministro della Semplificazione legislativa Roberto Calderoli fissa, intervenendo a margine del Meeting di Rimini. Spiega Calderoli, replicando così al Pdl al cui interno si discute ancora su una possibile modifica al decreto per quanto riguarda il settore delle pensioni: "Il testo che è contenuto nel decreto è già stato oggetto di una lunga trattativa, con un accordo raggiunto tra il presidente Berlusconi e il ministro Bossi. Non era questo il testo iniziale e il decreto è stato il punto di approdo che noi della Lega riteniamo debba rimanere tale".

Rivedere le pensioni di chi non ha lavorato Nessuno spazio, dunque, per aggiustamenti? "Rispetto alla previdenza e alle pensioni per quelli che hanno lavorato, no -ribadisce Calderoli- bisogna invece andare ad interessarsi delle pensioni di chi non ha mai lavorato, e forse è il caso di andare a rivedere. Penso, ad esempio, a chi ha pensioni di reversibilità eccessivamente alte e a chi prende accompagnamenti, che oggi vengono dati indistintamente a tutti, senza che vi siano limiti legati al proprio reddito".