Il nodo Prosperini fa slittare il rimpasto

Il governatore vuole chiudere in fretta ma non c’è intesa sul vice E intanto la Regione rischia di trovarsi senza più donne in giunta

«Il rimpasto arriverà alla fine del mese» annuncia Roberto Formigoni. Mancano pochi giorni alla scadenza indicata dal governatore per sostituire i tre assessori eletti in Parlamento (Giancarlo Abelli di Forza Italia, Viviana Beccalossi e Massimo Corsaro di An) e non tutte le tessere sono ancora al loro posto. Le dimissioni di Viviana Beccalossi (An) hanno aperto due problemi e cioè chi erediterà il suo ruolo di vicepresidente e se davvero (come sembra) Roberto Formigoni si troverà a guidare una giunta senza donne. An ha indicato come numero due Pier Gianni Prosperini, attuale assessore allo Sport ma Formigoni ha in mente un’altra soluzione. «Ho visto che c’è molta fantasia ma non sempre le fantasie trovano realizzazione» risponde a chi gli chiede se accetterà la proposta di Alleanza nazionale. Sono dati in entrata Giulio Boscagli (Famiglia), Luca Ferrazzi (Agricoltura), Romano La Russa (Industria). Nessuna donna, come lamenta il Pd. «Risponderò quando presenterò la nuova giunta» replica sibillino Formigoni.
Il presidente della Regione ha fretta di chiudere per evitare di assumere su di sé ad interim le competenze degli assessori dimissionari ma vorrebbe tener conto anche di chi sostituirà Ettore Albertoni, presidente del consiglio leghista. Restano poi diversi problemi interni a Forza Italia, ovvero l’assenza di azzurri milanesi in giunta, le divergenze sul capogruppo che sostituirà Boscagli e i conseguenti malumori di chi ritiene Varese troppo valorizzata dalle scelte del Pirellone. Formigoni vorrebbe Paolo Valentini Puccitelli (che è appunto di Varese), l’ala laica preferirebbe un altro nome (in corsa Stefano Maullu). Gli azzurri non hanno rinunciato alla possibilità di esprimere il presidente del consiglio e per questo c’è chi preferirebbe un vicepresidente della giunta leghista. La Lega, però, non ritiene attraente il ruolo di numero due di Formigoni, che rischia di essere un incarico più di forma che di sostanza. E il governatore non vuole toccare troppo gli equilibri per evitare ulteriori complicazioni. Così è difficile che riapra una partita che ritiene politicamente già chiusa con la decisione di non modificare gli assetti di maggioranza.
Resta aperta la questione del numero due. La decisione di An di puntare su Prosperini non convince Formigoni. «Il partito ha fatto il mio nome, adesso il presidente farà quel che ritiene più opportuno. Vado dove mi mettono» dice Prosperini. E c’è chi pensa che da parte di An sia un modo di alzare il tiro per poi ripiegare su un altro candidato, l’ex consigliere regionale Romano La Russa, fratello del ministro della Difesa Ignazio e attualmente europarlamentare. Ma c’è chi si aspetta una sorpresa dal governatore.
Il consiglio regionale ha preso atto ieri delle dimissioni di cinque consiglieri, tra cui appunto i tre assessori e altri due consiglieri: l’azzurro Giancarlo Serafini e Luciano Pizzetti del Pd. Il neo senatore Serafini viene sostituito dal consigliere della Lega Nord Fabio Rizzi (Varese). Fortunato Pedrazzi (Uniti nell’Ulivo Cremona) prenderà il posto di Luciano Pizzetti eletto alla Camera. A Beccalossi, Abelli e Corsaro subentreranno rispettivamente il bresciano Vanni Ligasacchi (An-Pdl), il pavese Francesco Fiori (Forza Italia-Pdl) e Giovanni Bordoni (Forza Italia-Pdl, Sondrio).