«Noemi? Non credo alla sinistra»

Dalla biografia di Teresa Stinziani da Salcito in Molise, 28 anni, concorrente del Grande Fratello 2008. «Carattere ribelle, il suo motto è “per sempre libera”. Seria, pulita e professionale. Quando s’incavola non riesce a discutere civilmente... ».
Teresa, sei stata nominata. Ora che il Pd l’ha candidata al Comune di Campobasso, hai voglia a litigare.
«Sono per la politica del fare. Voglio essere vicina alla gente umile».
Le diranno che copia da Berlusconi.
«Parla una che aveva la tessera dei Ds. Comunque sinistra e destra non esistono più. Ci sono solo uomini capaci e incapaci. Io ne conosco uno capace».
Sarebbe Franceschini?
«No. Michele De Santis, giovane come me, assessore alle Politiche sociali a Campobasso...».
Non faccia campagna elettorale. Però è lui che l’ha «ripescata» e messa in lista.
«È andato contro il pregiudizio. Molti pensano che, solo per il fatto di aver partecipato a un reality show, uno sia buono a nulla».
Ecco, appunto, il Gf. Le ha cambiato la vita?
«Il Gf è una parentesi aperta e chiusa. Stop. E poi non ho mai fatto tv».
Oltre 100 giorni in diretta 24 ore su 24. Ha la faccia tosta di negare?
«Mangiare, dormire e lavarsi davanti alle telecamere è bivaccare. E gli italiani si divertono a guardare».
Però il bivacco le è venuto bene: a momenti portava a casa 500mila euro.
«Quelli sì che m’avrebbero cambiato la vita. Faccio la revisore contabile in una cooperativa che mando avanti assieme a due amici. Ma va bene così. Il mondo dello spettacolo non mi ha mai interessato».
Belli i tempi delle ospitate...
«Assurdo. Per un’apparizione in discoteca pagavano 800 euro. Per me è stato un trauma, io e Mario (Mario Ferretti, il vincitore del Gf8, con cui la Stinziani ha avuto una relazione, ndr) nei privé ci sentivamo due idioti. La tentazione era forte: da tirocinante in Lega Coop prendevo 500 euro al mese. Però ho scelto di tornare dietro la scrivania».
Adesso non dica che è meglio compilare moduli dell’Inps.
«Sulle coop se ne dicono di tutti i colori. Sbagliato. Siamo attenti al profitto, per carità, ma prima vengono i diritti delle persone. Anziani, disabili, ex detenuti, tossicodipendenti, immigrati...».
Prove di programma. Che ne pensa dei medici-spia?
«Preferirei non parlare di argomenti tecnici».
Come? Una democratica che non discetta del pacchetto sicurezza?
«Tra ufficio e propaganda, non ho avuto tempo di leggerlo».
Vive nel regno di Di Pietro. Com’è Tonino visto da laggiù?
«L’ho sempre stimato. E, a Campobasso, l’Idv candida a sindaco un ragazzo in gamba, che appoggio».
Già inciucia con l’avversario?
«Voglio dire come coetanea. Non vorrei scoppiasse un casino nel partito per colpa mia».
Stia tranquilla. La votassero la metà degli spettatori del Grande Fratello, farebbero sindaco lei.
«Spero davvero di farcela, di essere eletta consigliere».
Polemiche sulle femmine in lista. Si sente abusata?
«L’accusa di velinismo non mi tocca. Nessun corpo da sfruttare. Vengo da 9 anni di Coop, io. Il curriculum ce l’ho. Non giudico le altre. Comunque, mica essere belle significa per forza essere stupide».
Lady Veronica ha chiesto il divorzio da Silvio. Tra moglie e marito, il Pd il dito ce l’ha messo.
«Mi faccio gli affari miei. E conservo lo spirito critico. Anche la storia di quella ragazza napoletana, Noemi. Chi assicura che sia vero quello che hanno scritto? Se fossero tutte chiacchiere?».
Ma l’ha sfogliata «Repubblica»? E l’«Unità»?
«Sono una donna libera. Non è che debba credere necessariamente a tutto ciò che proviene dalla mia parte politica. Anzi no, questo meglio non dirlo, ché ho firmato tre giorni fa la candidatura e fanno ancora in tempo a eliminarmi... dalla casa del Pd».