«Ma noi abbiamo annullato due volte distacchi pesanti»

«Questa volta possono farcela, non sono svagati come prima»

Signor Burgnich, Massimo Moratti ha detto che l’Inter attuale gli ricorda quella di papà Angelo, la sua, insomma.
«Posso anche essere d’accordo. Noi sfruttavamo il contropiede in trasferta, ma a San Siro comandavamo noi stando sempre nella metà campo degli avversari».
Ma come si può paragonare questa di Zanetti, Cordoba e Samuel a quella mitica di Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi...
«È sempre difficile fare certi confronti, comunque i difensori di Mancini sono tutti titolari nelle rispettiva nazionali, è gente esperta di un certo valore».
Voi eravate etichettati di fare catenaccio: difesa, palla lunga e pedalare.
«Ce la siamo portati addosso per tanto, questa nomea. Il fatto è che noi difendevamo in tre: Guarneri, Picchi e io perché Facchetti andava avanti a fare gol e Bedin spingeva anche lui. Ma il fatto è che erano talmente forti, quelli che avevamo davanti, da Suarez, Mazzola, Corso e Peirò, che indietro nascevano ben pochi problemi».
Però qualche volta siete stati messi in difficoltà, lo ammetta.
«Abbiamo fatto barriera un paio di volte, a Liverpool e con la Torpedo Mosca, ma per il resto eravamo noi a comandare il gioco».
Moratti spera ancora di recuperare sulla Juve. Lei pensa che l’Inter possa farcela?
«Moratti fa bene a pensarla così e io glielo auguro davvero. La mia Inter ci è riuscita due volte, nel 1965 e nel 1971, quando ormai sembrava che il campionato fosse chiuso».
Ma l’Inter di Mancini le piace?
«Sì, perché tutti stanno giocando più attenti, attaccano e sono pronti a chiudere subito in difesa. Questa non è più l’Inter svagata di due anni fa».