«Noi, cattolici al governo pronti a fare barricate»

Per il senatore dell’Unione, Luigi Bobba, il ministro «parla a titolo personale» perchè quella decisione in Italia «non ha alcun valore»

Francesca Angeli

da Roma

«Mussi parla a titolo individuale. Non esiste una presa di posizione del governo italiano in questo senso».
Il senatore dell’Unione, Luigi Bobba, non è allarmato dalla decisione annunciata a Bruxelles da Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica. Il via libera all’uso scientifico delle cellule staminali embrionali dato dalla Commissione europea per l’ex presidente delle Acli è tutto da verificare. E comunque nel nostro paese non ha alcun valore visto che la legge 40 sulla fecondazione assistita, confermata anche dal risultato di un referendun popolare, non ammette la sperimentazione sulle staminali embrionali.
Senatore Bobba il ministro Mussi ritirando la pregiudiziale dell’Italia alla ricerca sulle staminali embrionali ha messo in minoranza i paesi contrari al questo tipo di sperimentazione. Con l’Italia c’erano la Germania, la Polonia e l’Austria, tutti di tradizione cattolica. Che cosa ne pensa?
«In Italia esiste una normativa molto chiara: non si possono distruggere gli embrioni per la ricerca. La sperimentazione sugli embrioni semplicemente non è ammessa».
Non si tratta di una posizione troppo rigida e antiscientifica, come sostiene anche Mussi?
«Ci sono due valide ragioni a sostegno della tesi contraria alla sperimentazione sugli embrioni. La prima ragione, il principio della difesa della vita, è per me importantissima e irrinunciabile ma non è l’unica. C’è anche una ragione scientifica molto concreta. La sperimentazione sulle staminali adulte e su quelle ricavate dal cordone ombelicale ha già dato risultati concreti più incoraggianti di quelli ottenuti con la ricerca sulle embrionali a livello internazionale. Allora perchè non insistere in questo campo? Abbiamo una banca di 30.000 cordoni ombelicali congelati a disposizione della ricerca. Dunque non è vero che la ricerca si ferma senza le embrionali».
Comunque grazie alla decisione di Mussi intanto la Commissione europea va avanti sulle embrionali.
«Guardi è da vedere se con i soldi di tutti si prenderanno decisioni che invece non sono condivise da tutti. I fondi per la ricerca non sono infiniti e dunque andranno indirizzati in quei settori e su quei progetti che hanno maggiori probabilità di riuscita e sono condivisi. Dunque direi molto probabilmente laddove vengono usate le staminali adulte».
Mussi pensa anche di cambiare la legge italiana.
«Nel programma dell’Unione non c’è la revisione della legge 40 sulla fecondazione. Le dichiarazioni di Mussi verranno valutate. Intanto vorrei ricordare che alla fine della scorsa legislatura l’attuale ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, aveva presentato una proposta di legge orientata a qualificare ed intensificare la ricerca sulle staminali adulte. È nostra intenzione ripresentarla anche in questa legislatura. Dunque la nostra volontà e anche quella del governo vanno in una direzione opposta a quella indicata da Mussi. Noi non dobbiamo far altro che rispettare la legge in vigore e seguire il programma dell’Unione».
Prima la polemica sul riconoscimento delle unioni gay. Ora l’annuncio sulle staminali. Da quando si è insediato il governo Prodi la voce che si sente di meno è quella dei cattolici. Eppure la vostra presenza nella coalizione è forte.
«Guardi non è detto che facendo più rumore si ottenga quello che si chiede o che si pretende. Noi abbiamo un programma da rispettare che su questi temi è chiarissimo. Io e gli altri cattolici ci atteniamo a quello che ha detto pochi giorni fa il premier Prodi: testa bassa e pedalare. E sulle questioni di principio non ci sarà nessun cedimento».