Noi, contro le bolle di sapone della Vincenzi

(...) che la nuova disciplina di funzionamento dell'Assemblea Comunale delineata dalle Legge 142/1990, dalla riforma della Legge 267/2000 - la «Bassanini» -, evidenziata dalla ben collaudata elezione diretta del primo cittadino, ha spostato decisamente sull'asse sindaco-giunta la gestione e la responsabilità sulle scelte amministrative di un Comune lasciando all'organo elettivo la funzione residuale di controllo e, più marginalmente, di indirizzo. Non c’è dubbio che il tenore del confronto tenuto dalla maggioranza nel primo semestre d'insediamento in via Garibaldi sembra richiamarsi al testo di una famosa canzone interpretata dagli Abba negli anni 70 il cui titolo recitava «The Winner takes it all».
Effettivamente il mandato della sindaco, professoressa Vincenzi, finora è stato all'insegna del presenzialismo e dell'interventismo. Mettendo in campo con decisione il suo ruolo politico ha ingenerato, a mio avviso, una rischiosa sovrapposizione di compiti su istituzioni che dovrebbero camminare con le proprie gambe (vedi ad esempio il diktat alle maestranze per l'avvio della stagione dell'Opera al Carlo Felice, avocando i poteri del Sovrintendente).
Avversando una maggioranza blindata in giunta che si presenta in consiglio, l'opposizione di centro destra dovrebbe, con il nuovo anno, cercare di ricaricare le batterie, ritrovare la forza dello stare insieme. Ciò per aprire in città, superando ripicche d'orgoglio e risentimenti personali, uno schietto confronto con le rappresentanze di categoria, gli imprenditori, i sindacati, le associazioni di volontariato e ricreative, quelle sportive basato sulla proposta e presentazione di un modello di città, nelle sue varie articolazioni, sostenibile e realizzabile. Non serve ad alcuno specchiarsi nei trionfalismi evocati dalla sindaco per enfatizzare gli spettacoli itineranti organizzati dai migliori professionisti del settore, ingaggiati con laute prebende di consulenza, che, si rivelano puri esercizi di illusionismo dissolvendosi con la facilità delle bolle di sapone. Allargando ed esportando il confronto fuori dalla sala consiliare l'opposizione di centro destra unita, speriamo ci aiuti in tal senso una schiarita nella politica nazionale, potrebbe ritrovare la propria centralità alzando il tono del dibattito sul territorio. Prendere ed esprimere posizioni condivise, ad esempio sulla scottante vicenda della nomina ancora vacante del presidente l'Autorità Portuale di Genova, deve stimolarci nel supplire allo svuotamento di dialettica politica nelle funzioni del consiglio comunale che le leggi sul decentramento amministrativo hanno comportato. L'esistenza di numerose Spa partecipate dal Comune, ed aventi personalità giuridica propria, ad esempio sottraggono competenza e controllo all'organo, il consiglio, eletto dai cittadini deputato a sindacare e controllare la gestione di soldi che gravano in caso di perdite, fenomeno purtroppo frequente, sul bilancio comunale danneggiando le tasche della collettività. La vicenda Ami-Amt a tal riguardo è davvero emblematica. I nostri elettori dovrebbero trovare nel centro destra, confluito su posizioni unitarie, la cassa di risonanza per conoscere cosa sottenda nelle decisioni della maggioranza quando sono basate sulla salvaguardia di equilibri interni piuttosto che su scelte ispirate a criteri di buona amministrazione. A tale proposito anche noi consiglieri di opposizioni dovremmo lavorare, in sinergia con i rappresentanti della Cdl nei Municipi, per documentarci ed eventualmente sviscerare anche, ad esempio, le insidie che si annidano nelle «determina dirigenziale». La nostra impostazione deve essere rivolta a 360° per interpretare le reali esigenze del territorio, tutelare e monitorare gli interessi dei cittadini, terminali indifesi dalle conseguenze dell'inefficienza amministrativa.
Ringraziandola per la cortese ospitalità mi pregio di esprimerLe i più cordiali auspici di buon proseguimento dell'anno appena iniziato.
*Capogruppo An Consiglio Comunale