Noi controcorrente, mai pentiti e sempre coerenti

Caro Granzotto, una quarantina di anni fa, Indro, Lei ed io non capimmo nulla. Infatti, ci buttammo, o restammo, a destra e fummo puniti dal potere mediatico culturale rosso. Chi, invece, si buttò a sinistra venne, ed è ancora, premiato. Mediocri, se non pseudo attori, attrici, registi, cantanti, scrittori, filosofi, giornalisti e via vippeggiando, e pippeggiando si cuccarono la qualifica di «grandi» e cominciarono a monopolizzare premi Strega eccetera. L’egemonia cultural-mediatica «de sinistra», sebbene assai scalfita e sgretolata dal provvidenziale Cavaliere, tiene comunque botta anche oggi. Qualsiasi Vip (o sedicente tale) sa che basta dire, o scrivere, qualche critica a Berlusconi, dichiarare di leggere e gradire «Repubblica» e il Tg3 (ultima tale Lucilla Agosti, intervistata dalla Bignardi; la quale Bignardi, noti bene, era considerata peggio di una velina, allorquando presentava il Grande Fratello di Mediaset, salvo divenire poi una specie di icona traslocando a La7 e, oplà, il gioco è fatto. Il trattamento riservato al suo e mio maestro, Montanelli, del resto è sintomatico e paradigmatico: da servo dei padroni, fascista e degno di gambizzazione a eroe della Festa dell’Unità per avvenuta deberlusconizzazione. Oppure, altro esempio, Maradona: da drogato, evasore fiscale e cattivo esempio per i giovani, a eroe per avere abbracciato pubblicamente Fidel Castro. Eppure, io, per quanto emarginato e sottostimato persino dai giornali di destra, che contrariamente agli omologhi di sinistra, non premiano quasi mai loro supporters, non mi pento e tornassi indietro rifarei la stessa difficile scelta. E Lei, immagino, invece pure. Salve.
Natalino Russo (Seminara) e-mail