«Noi, costrette al turno esclusivo»

Emanuela, di Milano, si sfoga così: «Tempo fa una capa inviò solo a me e a una collega una mail specifica e dettagliata di correttivi sullo svolgimento della nostra mansione, che solo in un secondo momento diventò una mail da condividere con tutte le persone che svolgevano la nostra attività, spostando finalmente il focus dal particolare al generale. Ovviamente con le debite modifiche e omissioni di toni non proprio confortevoli». Stesso trattamento per Santa Vuotabudella: «Per volere di una capa, solo io e la collega, unica eccezione non solo di tutto l’ufficio di Milano ma dell’intera struttura a livello nazionale, siamo state costrette a coprire una fascia oraria normalmente condivisa fra tutti i componenti dell’ufficio, e non di competenza esclusiva di chi ricopriva la nostra mansione».