«Noi delfini milanesi attraverseremo la Manica a nuoto»

Anche a Milano ci sono i delfini. Non è uno scherzo, sono gli «Italian Dolphins», quattro autentici maratoneti dell'acqua. A settembre sfideranno le fredde correnti della Manica per compiere un'impresa mai realizzata da una staffetta azzurra: partire da Dover, Inghilterra, nuotare tra le onde del canale e arrivare nei pressi di Calais, Francia. Un tragitto che può arrivare sino a 50 chilometri. «La partenza è fissata tra il 5 e il 10 settembre - esordisce il veterano del gruppo, Walter D'Angelo, 48 anni, istruttore di nuoto -. Il giorno preciso dipenderà poi dalle condizioni metereologiche e dalla marea. E il via potrebbe essere anche di notte».
Insieme a Walter ci saranno Alessandro Orlandi (36 anni, bancario), Clemente Manzo (32 anni, poliziotto) e Daniele Salamone (28 anni, disegnatore). Tutti di Milano e dintorni. «Ci conosciamo da poco - continua D'Angelo -. In realtà è stata proprio l'idea di affrontare la Manica a farci incontrare. Io ce l'ho dal 1997, quando la stavo per attraversare in solitaria, ma sono stato bloccato dal maltempo. Dopo mi sono accorto che nessun team aveva organizzato una staffetta interamente italiana e ho cominciato a cercare dei degni compagni d'avventura. Dopo 15 anni ci sono riuscito».
Ora tutto è pronto per l'impresa. Si parte da Shakespeare Beach, il primo staffettista sarà proprio D'Angelo. Nuoterà per un'ora, poi darà il cambio a uno dei soci. E così di passaggio in passaggio si arriverà sulla riva francese. Le modalità non sono campate in aria, ma stabilite dalla Channel Swimming Association, che manderà un giudice a seguire i delfini italiani e verificherà che tutto sia in regola. «Ci dovremmo mettere intorno alle 12 ore. Ma il percorso può variare a seconda delle correnti. Così come la velocità: noi speriamo di viaggiare a circa 3,5 chilometri all'ora di media». Il più grande ostacolo non è però la distanza, ma il freddo. «La temperatura dell'acqua nella Manica è di circa 15 gradi. Il rischio di crampi o ipotermie è elevato. Dobbiamo stare attenti, c'è anche chi è morto nel tentare la traversata. Tanto che la Francia ha vietato la partenza dalle sue coste». E poi ci sono anche le meduse. «Qui l'oceano è torbido, sporco. Le navi scaricano di tutto e non si vede nulla quando nuoti. Puoi imbatterti nelle meduse senza neanche accorgertene. Noi abbiamo comunque una crema speciale. Speriamo funzioni...».
D'Angelo però si sente pronto. Nella sua vita ha già vinto molte sfide. L'ultima nel 2008, quando ha attraversato lo Stretto di Messina in solitaria. «Il segreto è non pensare a ciò che ti circonda, ma avere in testa solo l'obiettivo finale». A dispetto dei suoi 48 anni, ha già in mente nuovi record da battere. «Dopo la Manica, voglio tornare nello Stretto e farlo ben undici volte, avanti e indietro. Il mio amico Mauro Giaconia ha il primato di dieci e io voglio soffiarglielo. Poi andrò sul Lago Maggiore per l'Ascona-Sesto Calende. Sono circa 60 chilometri, tutti in solitaria». Possibile che gli anni che passano non si facciano sentire? «Il grande Claudio Plit disse una volta: se la tua mente vuole, il corpo ti segue. È il mio motto». Serve però anche allenarsi bene. Per questa impresa D'Angelo e compagni hanno fatto migliaia di vasche in piscina. Più alcune sedute al mare. Ora si dicono pronti. «Vogliamo arrivare assolutamente, lo dobbiamo anche al nostro sponsor, la Stannah. Abbiamo già in mente di buttarci tutti insieme a 20 metri dalla riva e fare le ultime bracciate a delfino, con la bandiera italiana addosso, in omaggio al nostro nome. E una volta sulla terra ferma, tutti al pub a festeggiare».