«Noi, donne del Pdl, siamo belle e brave I miei miti restano Silvio e la Carlucci»

da Roma

Onorevole Barbara Mannucci, 26 anni e 3 mesi, mascotte del Pdl, cosa le ha detto Berlusconi in Aula quando le si è seduto accanto il primo giorno?
«Mi ha chiesto: tutto bene? Poi mi ha detto: stai tranquilla. Non c’è stato modo di parlare, perché quando lui si siede in Aula tutti lo salutano».
Se l’aspettava un omaggio così dal quasi premier?
«Quando l’ho visto salire verso il mio banco l’agitazione è aumentata. È stato un atto di galanteria. Lo ha fatto con me perché sono la più giovane».
E gli altri?
«Mi dicono che sembro spaurita, che faccio tenerezza. Io per ora osservo, senza eccessi».
Tante donne alla Camera, lei a 26 anni è da subito in vetrina. Ha paura delle invidie?
«L’invidia è un sentimento che non mi appartiene. Saremo qui insieme per 5 anni. Mi piacerebbe un clima molto sereno tra di noi. Ho già le mie maestre».
Chi sono?
«Gabriella Carlucci, è fantastica, in campagna elettorale è stata come una mamma per me. E poi le altre, carinissime, e come sono belle: la Carfagna, la Prestigiacomo. Siamo belle, noi donne del Pdl».
E preparate, si spera.
«Preparate ovvio sì».
E Giorgia Meloni? Le piace?
«Giorgia la guardo con particolare ammirazione per la sua storia politica. Mi affascina la carica che ci mette quando parla. Vorrei riuscire a parlare come lei».
Il suo modello politico? Non dica Berlusconi.
«Lo so, è scontato, ma lui è un mito. È riuscito in tutto quello che ha fatto. Il mio ideale politico e lavorativo è lui».
Come le è venuto in mente di prendere la tessera di Forza Italia a 14 anni?
«Sono sempre vissuta a pane e politica, mio padre era giornalista. Conoscevo alcuni consiglieri al mio municipio qui a Roma e sono diventata subito la mascottina. Costringevo mia madre ad accompagnarmi ai comizi».
Lei andava ai comizi e le amiche ai concerti. Non le pesava?
«Io non sono mai andata in discoteca. Odio le discoteche».
E Berlusconi quando l’ha conosciuto?
«In realtà da poco, ai circoli del buongoverno di Marcello Dell’Utri. Berlusconi aveva chiesto una lista di ragazzi sotto i 30 anni laureati per le candidature».
Ha già qualche idea di progetto di legge?
«Visto che si parla di meritocrazia, mi piacerebbe che i ragazzi che alla laurea abbiano preso tra 100 e 110 e lode, possano accedere in maniera gratuita ai master post-universitari. Bisognerebbe comunque mantenere i livelli di eccellenza del servizio tramite idonei adeguamenti dei contributi statali. Io ho rinunciato al master. I miei sono pensionati. Non ho voluto chiederlo».
Lo sa che le cambierà la vita? Ha guardato le brochure con lista delle «agevolazioni?».
«Non ho avuto tempo, sono successe tante cose! E alla Camera mi perdo in continuazione. Ringrazio i commessi».