«Noi e il partito di Cesa in gara per il 10% di voti»

Per il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa il suo partito può puntare a raddoppiare i voti alle prossime elezioni. «Quando sono stato eletto ho detto di puntare al 10%. Oggi sono fiducioso di poter raggiungere questa percentuale, ha detto Cesa nel suo intervento di chiusura della Quinta festa del partito sulla neve. Al leader Udc ha risposto ieri il segretario nazionale della Dc, Gianfranco Rotondi: «Ha ragione, penso anch’io che l’area democristiana del centrodestra raggiungerà il 10 per cento. Ma l’Udc di quell’area prenderà solo la metà, il resto sarà della Democrazia Cristiana e dei nuovi soggetti che ancora possono entrare in lizza».
Rotondi ha poi richiamato «le occasioni mancate» dalle forze democristiane della Cdl («Insieme saremmo stati una forza, bisognava osare una lista comune del Partito Popolare Europeo anche con Forza Italia») e, al tempo stesso, ha rasserenato le acque per il futuro: «La Dc al Senato si muove esattamente su quella linea, adesso è importante fare una campagna tra di noi competitiva ma amichevole e costruttiva pensando soprattutto al giorno dopo. Il fatto che a guidare l’Udc e la Dc ci siano due amici quali siamo Cesa ed io - conclude - è per la coalizione un vantaggio ed una garanzia».
Poi, sull’ipotesi di prolungare la legislatura proposta dal centrodestra Rotondi ha detto: «Alla Democrazia cristiana prolungare la legislatura costa 50mila firme, ma se c’è bisogno di più tempo per fare leggi più utili per il Paese allora noi siamo decisamente d’accordo». È quanto afferma il segretario della Dc, Gianfranco Rotondi, intervenendo nel dibattito sull’opportunità di posticipare lo scioglimento delle Camere.