«Noi, esclusi dalla concertazione siamo pronti a scendere in piazza»

Da Michela Brambilla, presidente dei giovani di Confcommercio, il grido di dolore di 250mila imprenditori

Gianluigi Nuzzi

La parola sciopero non la pronuncia. Ma Michela Brambilla presidente dei 250mila giovani commercianti e imprenditori di servizi e turismo di Confcommercio, non esclude una grande manifestazione di piazza. «La base è nera. Fax, telefonate, proteste. Siamo pronti a contrastare in tutti i modi possibili l’approvazione della manovra, un’operazione di ingegneria sociale che poteva essere evitata. Per ridurre il deficit di tre punti bastava un terzo della manovra. Il resto è politica. Ma il governo ora non può ignorare il malcontento generato nella parte produttiva del Paese».
Come mai Confindustria e sindacati hanno partecipato ai lavori del governo mentre Confcommercio è rimasta fuori dalla concertazione?
«Nessuna concertazione con il solito triangolo governo, sindacati e Confindustria. Siamo stati esclusi quando da diversi anni abbiamo sempre partecipato ai lavori. Ci hanno lasciato fuori dalla porta quando la produzione di ricchezza che arriva dal nostro settore copre il 65% del Pil, mentre l’industria manifatturiera arriva al 30%. Insomma, una politica economica anacronistica e un grave errore strategico: vent’anni fa l’industria aveva un ruolo trainante mentre oggi non si fanno partecipare tutte le componenti produttive».
È una critica a Confindustria?
«Nessun intento polemico nei confronti degli industriali. Sono stati invitati, ovviamente ci sono andati. Non capisco perché artigiani, piccole medie imprese, la spina dorsale del sistema Italia non sia stato coinvolto. Ma lo sanno che il 95% delle imprese, il tessuto connettivo quindi, ha meno di nove addetti? Invece, niente. Il risultato è sotto gli occhi di tutti».
Una Finanziaria così non l’avreste mai condivisa.
«Appunto, non ci sta bene che aumenti la pressione fiscale di due punti per tutti».
Da dove arriva questo dato?
«Abbiamo compiuto uno studio, una prova simulata. Il due per cento comprende sia le aliquote Irpef sia le tassazioni locali e regionali che verranno introdotte per sopperire ai tagli».
Confcommercio giovani sostiene che questa Finanziaria provocherà un calo di fiducia nel consumatore e farà calare i consumi...
«Quando c’è confusione, incertezza sulla riforma previdenziale, la reintroduzione di tasse superate, la contrazione è inevitabile. Se c’era una pallida ripresa economica, bisognava invece agevolarla, sostenerla. Così si frenano le imprese: la "ripresina" viene stroncata sul nascere proprio dal maggior prelievo fiscale».
La manovra colpisce i lavoratori autonomi...
«Abbiamo fatto uno studio: il prelievo netto totale su autonomi e commercianti sarà di 8 miliardi euro. Infatti, 3,3 miliardi verranno recuperati dalla rimodulazione degli studi di settore, 4,8 dalla lotta all’evasione, un miliardo e mezzo dagli aumenti delle aliquote... ».
Scusi, mica sarà contro la lotta all’evasione fiscale?
«Non diciamo sciocchezze, in Italia ci sono 200 miliardi di nero annui che darebbero un gettito di 80 miliardi. Ma di commercianti con conti alle Cayman non ne ho mai visti o conosciuti».
E gli sgravi Irpef, vanno comunque conteggiati.
«Infatti, incidono per 1,6 miliardi che vanno sottratti. E si arriva a 8 miliardi di euro. In realtà hanno liberalizzato solo le tasse. E pensare che l’effetto reale ancora non è stato percepito».
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it