NOI, LA FAMIGLIA DEL GIORNALE

Caro Massimiliano, forse non ci crederai, ma ieri durante il viaggio e la manifestazione ho pensato al Tuo «fondo» di venerdì. È vero siamo una Famiglia e avrei la voglia di chiamarti «Fratello» (e di conseguenza chiamare Fratelli tutti lettori del Giornale) se tale termine non rimandasse ad un altro tipo di associazionismo. Ieri, all’alba, la piccola famiglia genovese della Casa delle Libertà si è messa in viaggio e con serena tranquillità abbiamo lasciato la nostra città ancora addormentata per l’incontro con la grande famiglia nazionale della Casa della Libertà.
Lascio ai giornalisti la descrizione dell'entusiasmo, della festa e dell'emozione nel sentire parlare Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Qui mi piace sottolineare i sentimenti e gli atteggiamenti da famiglia: Andrea che non può venire, ma ci consegna una vecchia bandiera del Polo (del 1996) «sventolatela anche per me»; Renata che mi raccomanda il nipote: «Fagli prendere il taxi quando tornate in piazza della Vittoria»; Rosa che ha preso un giorno di ferie e si presenta con squisiti biscotti per tutti; Salvatore che cerca volontari per aiutarlo a portare un enorme striscione più pesante di lui; i giovani che hanno cantato tutto il giorno e che non vedevano l'ora di ammirare i carri allegorici preparati da A.G..
Si, siamo amici e membri di una Grande Famiglia che crede in certi Valori e nel Buonsenso, che ritiene di fare qualcosa per migliorare la nostra bella Italia, fosse solo il comprare assiduamente tutti i giorni (...)