Noi del «ghetto» ci ribelliamo Siamo stufi del calcio padrone

Tra le cronache dell’evento-partita di sabato 14 novembre a San Siro, la sfida di rugby Italia-Nuova Zelanda, c’era anche un articoletto che, come recitava la titolazione, era stato pensato e impaginato come una «provocazione». Una sorta di presa in giro dell’evento stesso, che senz’altro era il fatto sportivo del giorno. Il giochino era quello di scherzare sulla profanazione di un tempio calcistico quale lo stadio di San Siro. Ma molti appassionati di rugby, soprattutto quelli che hanno trovato il pezzo su internet e dunque fuori dal contesto di quelle pagine, non l’hanno presa affatto bene, sentendosi offesi, derubati, traditi. Ne è seguita una serie corposa di mail e lettere al Giornale. Mentre sui blog l’indignazione tracimava. Chi scrive (autore anche dell’odiato articoletto), intende ribadire che l’intento non era quello di offendere, bensì di scherzare sul fatto di quel giorno, senza secondi fini. Ma dal momento che molti di quegli interventi hanno svelato un mondo alle prese con uno sport difficile, che fa i conti con poche strutture e pochi soldi ma che interessa da Trieste a Castellammare di Stabia migliaia di appassionati, uomini e donne, bimbi ed adulti, ecco di seguito una selezione tra le lettere più significative. E che Eupalla, questa volta ovale, ci perdoni.