Noi in gita e le città in balìa di «Zorro» e turisti graffitari

Belle le vacanze. Peccato che le partenze di massa lascino le città in balìa di personaggi decisamente stravaganti. Due storie tragicomiche vengono da Vittorio Veneto (Treviso) e da Milano. Partiamo dal Veneto. Ma chi l’ha detto che Zorro è giovane, bello e scattante? In quel di Vittorio Veneto c’è infatti un emulo di Don Diego della Vega (con tanto di medesima firma: la celebre Z, ovviamente) che assomiglia decisamente di più al sergente Garcia. Lui - privo di spada ma armato di spray - ha il vizietto di incidere Z dove meno te l’aspetti, cioè sulle lapidi del camposanto. Che il nostro eroe raggiungeva senza mascherina nera e in sella al suo scassato motorino (altro che il destriero nero del vero Zorro). Ma perché un insospettabile pensionato 66enne si trasforma in un vandalico graffitaro cimiteriale? A spiegarlo ai carabinieri che l’hanno pizzicato in flagranza di Z è stato proprio lui: «Volevo protestare contro la chiusura nelle ore notturne dei cimiteri decisa dal sindaco dopo una serie di atti vandalici». E per protestare non ha trovato di meglio che comportarsi proprio come un vandalo. Spiegando in una serie di lettere spedite in Comune che «Zorro avrebbe continuato a colpire, nonostante i divieti...». E così le Z sono continuate ad apparire sulle lapidi. Risultato: i giornali locali hanno coniato per lui il termine di «Zorro-mona» e i carabinieri si sono appostati nel cimitero. Finché lo Zorro - anzi, il «mona» - si è fatto beccare. Per lui il sindaco di Vittorio Veneto ha promesso una «solenne tirata di orecchie». Una punizione decisamente più severa la meriterebbero invece i componenti della baby gang di writer tedeschi che ieri a Milano sono stati sorpresi a imbrattare i treni della metropolitana. La simpatica comitiva aveva nei borsoni di «lavoro» anche coltelli a serramanico e arnesi da scasso, da utilizzare evidentemente tra un graffito e l’altro. I giovani sono stati denunciati dagli agenti della polizia municipale dinanzi all’ostello di piazza Stuparich. Il loro obiettivo era la metropolitana milanese, in particolare la linea rossa. Non avevano con sé sostanze stupefacenti, ma strumenti adatti per consumare crack e hashish.
Forse per far fronte allo stupefacente aumento del biglietto deciso dal sindaco Pisapia...