«Noi locomotiva d’Italia? Fermate subito il treno»

L’ironia di Ciocchetti (Udc). Rampelli (An): «Il silenzio di Marrazzo sintesi evidente del guazzabuglio dell’Unione»

Su quel convoglio il centrodestra non vuole proprio salire. «Lazio locomotiva d’Italia? No grazie, fermiamo subito il treno», ironizza Luciano Ciocchetti, capogruppo Udc alla regione, commentando gli entusiastici voli di fantasia del presidente dell’Arcigay di Roma sui Pacs.
Vale la pena dirlo subito. Contrariamente al centrosinistra, sul tema della famiglia il centrodestra appare compatto. Del resto, la precedente giunta Storace aveva partorito una legge in materia che oggi la Cdl vuole difendere con le unghie e con i denti. Perché se è vero, come fa notare Vincenzo Piso, presidente della federazione romana di An, che è «migliorabile l’impianto legislativo in questione, prevedendo gli stessi benefici anche per le unioni eterosessuali conviventi, cosa che riteniamo ragionevole e fattibile», sottolinea lo stesso Piso che «altra cosa è voler equiparare a queste due categorie di unioni, quelle omosessuali». A sentir disprezzare la legge sulla famiglia targata Storace non ci sta nemmeno Luca Malcotti, consigliere comunale di An: «È una legge sulla famiglia e, con buona pace dei Ds, l’unione tra gay non è una famiglia». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere regionale della lista Storace Fabio Desideri: «La Lista Storace darà battaglia a tutto campo per difendere la vigente legge sulla famiglia».
Della giunta Storace assessore alle Politiche familiari era Anna Teresa Formisano (Udc), che ora si appella al buon senso di quel centrosinistra che le appare «pieno di contraddizioni al proprio interno». «Mi sembra un déjà-vu: la Giunta Marrazzo appare di fatto come un Badaloni-bis. Da consigliere regionale sono pronta a dare battaglia in aula affinché anche nel Lazio siano rispettati i valori fondanti della nostra società».
E Marrazzo? Tace, come fa notare il consigliere di An Fabio Rampelli: «Il silenzio di Marrazzo è la sintesi più eloquente del guazzabuglio ideologico e parolaio che travaglia il centrosinistra. La verità è che nel programma di Marrazzo, sottoscritto da tutto il centrosinistra, non c’è nessuna traccia di controriformare la legge sulla famiglia targata centrodestra che tanti plausi ha ricevuto da Giovanni Paolo II, dalle associazioni familiari, dalla società civile, e legittimata dal parere di eminenti costituzionalisti». E come constata anche il vicepresidente del consiglio regionale Andrea Augello: «In questo clima, più teatrale che politico, ci riesce davvero difficile prendere sul serio un governo che non ha una guida e neppure un leader».
«A sinistra sui valori è confusione - taglia corto il vicecapogruppo di Forza Italia alla Regione Stefano De Lillo -. La sinistra di governo che in doppiopetto predica lezioni morali chiedendo voti agli elettori in nome di valori come la famiglia è teleguidata dalla sinistra di lotta che di famiglia e di valori non vuol sentir parlare».